Turnover sanità e orario lavoro medici: il governo è immobile

Turnover sanità e orario lavoro medici: il governo è immobile

 

Sul rispetto della disciplina europea sull’orario di lavoro nel comparto sanitario e lo sblocco del turnover non solo il governo è in alto mare, ma la cosa peggiore è che la cosa non sembra neppure preoccuparsene. Oggi il ministro Lorenzin in una risposta fumosa non ha fornito alcun chiarimento o tempistica sul rispetto della dalla Legge n. 161/2014 europea sui turni e i riposi obbligatori del personale che, in vigore dal 25 novembre 2015, obbliga ad assumere migliaia di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Stessa musica rispetto all’assunzione di personale sanitario. L’unico elemento che ci ha fornito è quello relativo all’ennesimo tavolo istituito per definire il fabbisogno di personale nelle regioni. Di tavoli ne abbiamo visti molti, anche troppi. Il problema è mancano atti operativi che diano seguito ai lavori dei tavoli”.

Così i deputati M5S in commissione Affari Sociali commentano il question time rivolto al ministero della Salute da Dalila Nesci e Giulia Grillo.

“Purtroppo però il peggio deve ancora venire. Nel Def non c’è alcuna traccia degli impegni, mai rispettati fino a questo momento, presi dal Governo al fine di risolvere la perdurante carenza di personale della sanità. Non bastasse, da qui al 2018 sono previsti tagli alla sanità per 10 miliardi di euro. La cosa incredibile è che il ministro Lorenzin ha affermato di non conoscere questo dato. Visto che non lo ricorda, gli diamo un aiuto: questo è il risultato dell’Accordo Stato Regioni dell’11 febbraio 2016, relativo al contributo dovuto dalle Regioni alla finanza pubblica dal 2017 al 2019.

La cronica carenza di personale sanitario, costringe gli operatori a turni di lavoro sfibranti. Di fronte a una situazione intollerabile che mette sotto pressione il personale sanitario e a rischio la salute dei cittadini, il ministro della Salute non ha sostanzialmente nulla da dichiarare”.

Qui l’interrogazione in aula e la risposta del governo: