Terremoto: il Senato voti le nostre proposte

Terremoto: il Senato voti le nostre proposte

Mentre il governo tiene da mesi in ostaggio l’Italia sul Referendum, là fuori c’è il Paese che continua a vivere, o a sopravvivere. C’è anche un’Italia ai piedi delle macerie, quella colpita dal terremoto.

Siamo tornati in quei territori e continueremo a farlo perché i riflettori non devono spegnersi, perché oltre a lottare nelle istituzioni per ottenere i migliori provvedimenti possibili per la popolazione, vogliamo toccare con mano il loro dramma, vedere sul campo se quello che succede corrisponde a quello che viene raccontato.

Questo è il quadro, attualmente: il governo ha cercato di garantire 97 milioni alla Ryder Cup (l’abbiamo fermato in tempo), ha trovato 45 milioni di euro per il G7 a Taormina e si è battuto come un leone per consentire al governatore De Luca di diventare commissario alla sanità campana (ci è riuscito), ma le nostre proposte per le popolazioni colpite dal terremoto le ha bocciate.

Ci riferiamo all’emendamento che destinava 300 milioni di euro in più nei prossimi tre anni per la ricostruzione e a quello attraverso il quale il microcredito sarebbe stato reso più semplice e accessibile per le imprese delle zone colpite.

Non solo governo e maggioranza hanno bocciato questi provvedimenti, ma non hanno proposto nulla: spazio per compiere uno sforzo in più sul terremoto non c’è stato.

Nel frattempo le squadre al lavoro per monitorare l’agibilità delle abitazioni hanno difficoltà ha smalire l’enorme mole di lavoro, le casette non vedranno la luce prima di alcuni mesi, obbligando i terremotati a passare l’inverno in situazioni di fortuna, le tensostrutture per i ricoveri degli animali delle aziende zootecniche arrivano alla spicciolata e tanta gente sta vivendo al freddo o lontana da casa, nella totale incertezza.

Stavolta non diciamo più che siamo disponibili a collaborare, ma che chiediamo collaborazione. L’ultima speranza per quelle popolazioni è che nel passaggio della Legge di Stabilità al Senato il governo approvi queste misure, altrimenti il Governo dovrà assumersi le sue responsabilità.