Terremoto, fondi europei: c’è poco tempo, il Governo si sbrighi!

Terremoto, fondi europei: c’è poco tempo, il Governo si sbrighi!

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Il 24 agosto si è verificato un evento sismico di magnitudine 6.0 nelle zone del reatino, dell’Umbria, e delle Marche, causando crolli, cedimenti strutturali, più di 300 vittime e migliaia di sfollati. Gli interventi sino ad ora promossi per il sostegno delle popolazioni colpite sono insufficienti rispetto alle necessità del territorio.

Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE), introdotto nel novembre 2012, prevede aiuti economici per porre rimedio a grandi calamità naturali che interessano gli Stati membri dell’Unione europea o gli stati che intendano accedervi. Il Fondo risponde all’esigenza di creare uno strumento di intervento tempestivo al fine di “soddisfare le necessità immediate della popolazione” e favorire la ripresa delle attività economiche.

Il FSUE si divide in disastri “maggiori” e disastri di natura regionale. Perché si possa accedere ai fondi per un disastro maggiore i danni devono superare lo 0,6% del reddito nazionale lordo dello Stato, ovvero 3 miliardi per l’Italia. Il Capo della Protezione civile nella Conferenza Stampa successiva al terremoto ha stimato indicativamente danni oltre i 3-4 miliardi di euro, non sono ancora disponibili dati ufficiali. Ciascun aiuto non può superare i 2/3 dell’ammontare complessivo del Fondo annuale, pari a 500 milioni.

Ai sensi del Regolamento la domanda di contributo deve pervenire alla Commissione europea entro 12 settimane dal primo danno subito. La Commissione, dopo una prima valutazione, propone l’aiuto al Consiglio e al Parlamento europeo, che devono approvarlo prima dell’erogazione. I fondi sono concessi in un’unica soluzione, ma si può richiedere un’anticipazione pari al 10% del totale disposto. Lo Stato interessato ha una vasta discrezionalità nella disposizione e nell’utilizzo dei fondi.

In considerazione della notoria necessità di procedere con azioni coordinate e soprattutto rapide al fine di minimizzare l’impatto sulla vita della popolazione e per la rivitalizzazione del tessuto produttivo in caso di disastri e al fine di assicurare un più organico sostegno alle popolazioni colpite, ove il Governo intenda presentare domanda di finanziamento al FSUE, quale sia il motivo per cui si è atteso così lungamente, tanto da giungere praticamente alla scadenza delle 12 settimane (il 16 novembre), per attivare un fondo conosciuto e indubbiamente utile.