Sulle nomine politiche in sanità dal Ministero della Salute impegni vuoti e ipocriti

Sulle nomine politiche in sanità dal Ministero della Salute impegni vuoti e ipocriti

Rispetto alle problematiche della sanità nell’ex provincia di Ragusa, frutto di scelte molto discutibili che hanno mandato in tilt il sistema ibleo, il titolare della Salute non ha sostanzialmente nulla da dichiarare. Nella risposta all’interpellanza urgente discussa oggi alla Camera (prima firma Marialucia Lorefice), il ministro Lorenzin fa sapere di essere informata dei fatti ed è in contatto con la Regione siciliana ma, in pratica, resta a guardare lo scempio avvenuto mentre invece sarebbe stato opportuno intervenire, ed energicamente. Inoltre, quanto successo a Ragusa ha ancora una volta scoperto il nervo sulla nomina politica dei dirigenti sanitari. Anche qui il governo ha timidamente manifestato la necessità di mettere mano a livello normativo sulla materia per regolamentarla più stringentemente. Promesse da marinaio, visto che fino ad ora i partiti si sono ben guardati dall’inserire selezioni basate sulla competenza e criteri trasparenti, come noi abbiamo chiesto da tempo attraverso un’apposita proposta di legge e altri interventi parlamentari.

Abbiamo chiamato in causa la questione della nomina politica dei dirigenti sanitari perché è evidente come nell’oscena vicenda ragusana le responsabilità principali vadano ascritte al direttore generale, responsabile del buon andamento dell’azienda ospedaliera che, in questo caso, per ragioni non chiare, a poche settimane dalla scadenza del suo mandato, ha previsto l’apertura del Nuovo Ospedale di Ragusa “Giovanni Paolo II” e avviato il trasferimento presso lo stesso dei reparti dell’Ospedale Civile, che sarebbe dovuto avvenire con un cronoprogramma tanto rapido quanto serrato. In breve, la macchina si è impantanata, il sistema ha collassato mettendo in crisi tutta la rete sanitaria provinciale. Si è arrivati al sequestro di documenti, poi di alcune aree del Giovanni Paolo II (ora dissequestrate) e poi alla follia del dietro front. Cioè, il ritorno di tutti i reparti inizialmente trasferiti di nuovo presso l’ospedale Civile.

Di fronte a questa concatenazione di eventi il ministro Lorenzin si è limitata a ricevere aggiornamenti mentre, invece, a nostro parere si sarebbe dovuta attivare immediatamente per riportare la situazione alla normalità, garantire i servizi ai cittadini, mettere il personale medico infermieristico nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro in modo dignitoso. È questo l’impegno che chiediamo al Ministro, al quale si aggiunge, naturalmente, la richiesta di apertura del nuovo ospedale, che deve avvenire necessariamente perché fondamentale per la comunità. Auspichiamo che ciò stavolta avvenga secondo regole e tempistiche precise e rispettose del lavoro del personale che lavora in corsia e dei cittadini che necessitano di servizi.