Si tuteli il diritto alla salute dei catanesi

Si tuteli il diritto alla salute dei catanesi

“La mancata consegna dell’Ospedale S. Marco di Catania oltre a ledere il diritto alla salute dei cittadini catanesi, sta causando, molto probabilmente, un ulteriore disavanzo finanziario per la tartassata sanità del capoluogo etneo”. Lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Affari  Sociali della Camera dei Deputati in un’interrogazione parlamentare, prima firmataria la deputata Giulia Grillo, al Ministro Beatrice Lorenzin.

“La mancata apertura dell’Ospedale di San Marco in Librino di Catania e la contemporanea  chiusura del punto di primo soccorso nel centro storico di Catania  (il presidio ospedaliero Vittorio Emanuele), mette a serio rischio  i livelli essenziali di assistenza, che devono essere garantititi, a tutti i cittadini italiani”, continuano  i pentastellati.

I deputati del Movimento 5 Stelle chiedono al Ministro della Salute di sapere se la Regione Siciliana  rispetti gli impegni previsti dal piano di rientro dal disavanzo sanitario, anche alla luce della mancata consegna dell’Ospedale S. Marco di Catania.

Qui il testo completo dell’interrogazione:

Al Ministro della salute, al Ministro dell’economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
l’azienda ospedaliero-universitaria «Policlinico Vittorio Emanuele» di Catania è la stazione appaltante dei lavori di costruzione del nuovo ospedale San Marco di Librino;
nel sito dell’azienda ospedaliero-universitaria «Policlinico Vittorio Emanuele» è presente il progetto dell’ospedale San Marco, in particolare è scritto: «Il nuovo Ospedale San Marco dovrà quindi possedere, per un totale di 570 posti letto, i servizi e le specialità verso i quali maggiormente si esprime da parte dell’utenza un’elevata domanda di assistenza e rispetto ai quali è elevato il ricorso a strutture sanitarie extraregionali. Mediante un’attenta analisi della domanda sanitaria e una scrupolosa verifica di fattibilità, verranno pertanto individuate le attività e i servizi che dovranno essere trasferiti dalle preesistenti strutture o che verranno creati ex novo. Il riversamento dei servizi dal vecchio al nuovo ospedale sarà principalmente finalizzata alla necessità di potenziare, grazie a una struttura moderna e dotata dei più elevati standard di assistenza, la propria offerta nei settori di maggiore impegno assistenziale e di alta specialità ovvero quei settori che sono caratterizzati da una particolare intensità delle cure e dall’uso di tecniche diagnostiche sofisticate, potendo in tal modo rispondere in maniera più tempestiva e qualificata ai bisogni degli utenti. Il percorso di realizzazione del nuovo Ospedale San Marco ha visto la conclusione della gara con aggiudicazione dei lavori ad Uniter Consorzio Stabile, e l’avvio dei lavori con la posa della prima pietra avvenuta il 5 dicembre 2008», con la previsione della conclusione dell’opera ad ottobre 2011; tale apertura è poi slittata al 31 maggio 2015;
sempre sul sito dell’azienda ospedaliero-universitaria «Policlinico Vittorio Emanuele» di Catania è presente lo stato di avanzamento dei lavori, aggiornato al 12 maggio 2016 dell’ospedale San Marco; in particolare, si legge: «Maggio 2016: sono in fase di conclusione le operazioni necessarie al pagamento del 41o Stato di Avanzamento dei lavori (SAL) del 16 dicembre 2015, da cui si evince che il totale dei lavori realizzati è pari al 77 per cento (euro 92.992.251 / euro 121.531.184 euro).»;
nel piano triennale degli investimenti 2015-2017 dell’azienda ospedaliero-universitaria «Policlinico Vittorio Emanuele» Catania si legge: «Nel 2004 l’Assessorato Regionale della Sanità ha affidato l’incarico della realizzazione del Centro di Eccellenza Ortopedico (160 PL) insieme all’Ospedale S. Marco (560 PL) “all’azienda ospedaliera Universitaria “Vittorio Emanuele — Ferrotto — S. Bambino”. Sempre nel 2004 l’azienda ha predisposto un progetto preliminare, che è stato approvato dall’Assessorato Territorio e Ambiente il 29 giugno 2005. La procedura di affidamento della realizzazione attivata dall’azienda con le modalità dell’appalto-concorso, autorizzato dalla Commissione Regionale Lavori Pubblici, concluso l’iter autorizzativo, ha comportato l’aggiudicazione al Consorzio Uniter degli impianti (…). L’importo complessivo è di euro 131.771.946,00»;
da notizie stampa pubblicate dal giornale on-line Pressagency in aprile 2016 riferite allo stato di realizzazione dell’ospedale S. Marco in Librino si apprende in particolare:
«quello che potrebbe essere il più moderno ospedale del meridione, al momento rischia d’essere una delle classiche cattedrali incompiute»;
«la mancata apertura del Pronto Soccorso nel nuovo San Marco, genera alla e nella popolazione, in quanto priverebbe l’intera area sud di Catania, comprendente i popolosi quartieri di Librino e di San Giorgio, di un presidio sanitario fondamentale e determinerebbe rischiosi squilibri nella distribuzione territoriale delle strutture per l’emergenza-urgenza»;
«il pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi Centro rimarrebbe infatti l’unico in città, con un prevedibile conseguente sovraffollamento»;
da giornale on-line LiveSicilia – Catania del 10 giugno 2016 si apprende:
«(…) che il nosocomio di Librino ci appare depotenziato prima di nascere, perché non abbiamo alcuna garanzia della presenza di un pronto soccorso al suo interno»;
«(…) preso atto della chiusura di un importante punto di chiusura di un importante punto di primo soccorso nel centro storico (il presidio ospedaliero Vittorio Emanuele), l’ospedale San Marco Librino sarebbe un toccasana ma pare che non sia previsto il pronto soccorso»;
il piano di rientro dal disavanzo della regione siciliana è stato siglato il 31 luglio 2007 e prevede una stima di interventi per il recupero del disavanzo sanitario;
i piani di rientro sono finalizzati a ristabilire l’equilibrio economico-finanziario delle regioni interessate e, sulla base della ricognizione regionale delle cause che hanno determinato strutturalmente l’emersione di significativi disavanzi di gestione, individuano e affrontano selettivamente le diverse problematiche emerse nella regione stessa;
la legge finanziaria per il 2005 e l’intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005, prevedono il ricorso a forme di affiancamento, da parte del Governo centrale, alle regioni che hanno sottoscritto gli accordi contenenti i piani di rientro (PdR);
è prevista la preventiva approvazione dei provvedimenti predisposti dalle singole regioni in attuazione di quanto previsto nei rispettivi piani di rientro;
sussiste un monitoraggio dell’attuazione dei provvedimenti e dell’impatto delle azioni poste in essere dalle regioni nel rispetto degli impegni del piano di rientro, a livello regionale ed interregionale –:
se il mancato completamento della realizzazione e della consegna dell’ospedale di San Marco in Librino di Catania possa comportare effetti di ulteriore aumento del disavanzo sanitario e quali siano le cause del notevole ritardo nella consegna del nuovo ospedale;
se la mancata apertura dell’ospedale di San Marco in Librino di Catania e la chiusura del punto di primo soccorso nel centro storico di Catania (il presidio ospedaliero Vittorio Emanuele) possa ledere il diritto dei cittadini catanesi a vedersi garantire i livelli essenziali di assistenza;
quali iniziative, nell’ambito dell’attività di monitoraggio relativa all’attuazione dei provvedimenti posti in essere dalla regione siciliana per il rispetto degli impegni derivanti dal piano di rientro dal disavanzo sanitario, intenda assumere il Governo. (5-09523)