Servizio Sanitario Nazionale: il governo boccia la nostra mozione e getta la maschera, vuole affossarlo

Servizio Sanitario Nazionale: il governo boccia la nostra mozione e getta la maschera, vuole affossarlo

A fronte della nostra richiesta di assumere un serio impegno per difendere e ridare ossigeno al nostro sistema sanitario, il Parlamento (su ordine del governo) si è messo di traverso. E’ successo ieri, in occasione della discussione sulla mozione per la salvaguardia del Servizio Sanitario Nazionale. Usualmente questo tipo di provvedimenti, tesi a impegnare il governo, vengono approvati senza particolari problemi ma, in questo caso, le cose sono andate diversamente: maggioranza ed esecutivo, per dare il via libera alla nostra mozione, avrebbero voluto che in sostanza stravolgessimo la natura delle richieste avanzate. Una pretesa inaccettabile e, dunque, rispedita al mittente che però dà la misura di quanto il governo Renzi sia restio a intervenire con determinazione per apportare miglioramenti a un SSN che sta progressivamente mandando alla deriva.

La volontà del governo di affossare la sanità pubblica è reso evidente dalle cifre, che spazzano via qualunque dichiarazione di propaganda di Renzi e Lorenzin: nel 2012 l’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, documentò che tra il tra il 2012 e il 2015 sarebbe avvenuta una sottrazione di risorse pari a 25 miliardi di euro. Ancora, il Documento di Economia e Finanza certifica che da qui al 2018 saranno quasi 10 i miliardi di mancato finanziamento (leggi tagli) aggiuntivo al Ssn .

Di seguito, alcuni esempi delle richieste di modifica avanzate dal governo (il quale avrebbe voluto anche l’eliminazione di tutte premesse della nostra mozione) che ci siamo rifiutati di accettare: eliminazione dalla richiesta di sostenibilità economica dei LEA nella parte in cui si chiedeva che tale sostenibilità non fosse subordinata all’appropriatezza prescrittiva o a condizioni di erogabilità. Sempre sui Lea: eliminare dalla richiesta di garanzia dei Livelli essenziali di assistenza la disincentivazione del ricorso alla sanità privata quale diretta conseguenza dell’inefficienza del Servizio sanitario nazionale. Sui farmaci, avevamo chiesto al governo di realizzare iniziative di valutazione sul controllo del prezzo, garantendo che le intese tra Aifa e aziende fossero trasparenti e conoscibili – il governo invece avrebbe voluto solo la valutazione dell’opportunità ad agire in tal senso -. Altra nostra richiesta respinta: rendere il ricorso all’intramoenia la conseguenza della libera scelta del cittadino e non di una carenza nell’organizzazione dei servizi. Ancora, avremmo voluto che il governo prevedesse una valutazione anziché un impegno, per realizzare iniziative normative per un “nuovo” piano nazionale sulle liste di attesa e che fosse revisionato il calcolo per la definizione dei posti letto, prevedendo anche la possibilità che questi potessero tornare ad aumentare. A tutto questo e a molto altro il governo e la maggioranza hanno risposto “no” perché, prima di smantellarlo definitivamente, questo sistema sanitario lo vogliono solo tenere a galla, non curarlo e migliorarlo.