Sangue infetto: stop a discriminazioni tra vittime

Sangue infetto: stop a discriminazioni tra vittime

Rispondendo a un’interrogazione del MoVimento 5 Stelle, il  Ministero della Salute ha confermato che la legge ammette l’indennizzo a favore dei familiari contagiati dalla vittima da sangue infetto ma, tuttavia nei loro confronti non è prevista l’equa riparazione. Ricordiamo che quando una persona viene infettata a seguito di trasfusione, trascorre un periodo durante il quale è stato contagiato ma non ne è ancora a conoscenza: ragion per cui rischia a sua insaputa di infettare i familiari.

L’interrogazione, a prima firma Marialucia Lorefice, era stata presentata anche a seguito di diverse segnalazioni ricevute da persone che si sono viste rifiutate l’assegno a titolo di equa riparazione. La risposta del Ministero della Salute configura una situazione alquanto anomala, dal momento che non viene garantita la tutela necessaria a tutte le vittime reali del contagio, nonostante la giurisprudenza garantisca il diritto al risarcimento ai familiari al pari della persona direttamente contagiata dal sangue infetto”.

La nostra battaglia del MoVimento ovviamente non finisce oggi con la risposta ricevuta, soprattutto perché il Ministero ha dichiarato di essere aperto a nuove proposte legislative volte a cambiare tale previsione. Per questo la deputata Lorefice ha già  predisposto un emendamento che presenteremo in sede di Legge di bilancio al fine di garantire a tutti – contagiati direttamente e indirettamente dal familiare- eguale diritto all’equa riparazione. È fondamentale e doveroso in un Paese civile come il nostro – conclude la deputata pentastellata – che il Parlamento approvi tale proposta emendamentiva e che il Ministero si adegui ad essa, in quanto tale diritto è già riconosciuto dalla legge e garantito da svariate sentenze emesse dai tribunali.