“Riempi i frigoriferi di farmaci fino a farli scoppiare”

“Riempi i frigoriferi di farmaci fino a farli scoppiare”

“Riempi i frigoriferi di farmaci fino a farli scoppiare”. Questo il titolo di un articolo pubblicato sul Corriere delle Sera in data 12 dicembre che racconta di una truffa ai danni della collettività per 10 milioni di euro. In sostanza otto aziende farmaceutiche (Mylan spa, Pfizer spa, Roche spa, Novartis spa, Abbvie srl, Biogen srl, Medac Pharma srl e Viiv Healthcare srl) vendevano farmaci ad alcuni ospedali del gruppo San Donato che, facendosi rimborsare dalla Regione Lombardia il prezzo pieno, lucravano sullo sconto postumo praticato dalle imprese di medicinali.
Per il giudice delle indagini preliminari “l’illiceità del meccanismo era francamente nota a tutti”. Non solo, per la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica è stata individuata anche una distorsione nelle ragioni di acquisto. Infatti, da un’intercettazione tra un dipendente e un consulente del gruppo San Donato si apprende che: “il numero di confezioni da acquistare viene ricollegato alla necessità di raggiungere gli obiettivi da cui dipendono le note di credito e non alle esigenze cliniche”.

Ma cosa sono le note di credito? In sostanza i rimborsi, invece che essere versati agli ospedali attraverso i “tradizionali” bonifici, avvengono mediante l’emissione di pagherò. In questo modo le aziende non solo incidono sul livello di trasparenza dei prezzi, rendendoli di fatto non comprabili tra i diversi paesi, ma l’indagine di Milano ci dice che questa modalità di accordo può provocare distorsioni negli acquisti. 
Di questi temi me n’ero già occupata nel 2015 in quanto feci una segnalazione all’Autorità Garante delle Concorrenza (AGCM) rispetto ad una determina dell’Agenzia italiana del farmaco (n. 1.427/2015) che modificava, passando da bonifico a note di credito, le modalità con cui la dittà Gilead restituiva i rimborsi multimilionari dei suoi farmaci per l’eradicazione dell’epatite C. Allora ci fu l’intervento dell’AGCM che, ritenendo possibili effetti restrittivi della concorrenza nella fornitura dei farmaci anti epatice C, fece modificare la determina all’AIFA.

Insomma, da queste situazioni si capisce bene quanto sia fondamentale la trasparenza nelle negoziazioni dei farmaci. Prima di lasciare il ministero avevo firmato il Decreto sulla negoziazione dei prezzi che dovrebbe sostituire una Delibera datata 1 febbraio 2001. Lancio il mio appello al Ministro della salute affinché sia pubblicato il prima possibile perchè certamente rappresenta un passo avanti importante nei rapporti tra AIFA e Aziende del settore.