Quella “strana” Fondazione degli Ordini dei medici siciliani con incarichi a vita

Quella “strana” Fondazione degli Ordini dei medici siciliani con incarichi a vita

Dal sito dell’Associazione italiana medici è possibile prendere visione dello statuto della Fondazione degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri e delle professioni sanitarie della Sicilia, di cui la sede è a Palermo,

Una Fondazione cui partecipano tutti gli ordini dei medici e degli odontoiatri delle province siciliane.

Lo statuto di tale fondazione presenta gravi criticità in ordine alla elezione democratica degli organi di vertice. Di fatto il presidente deve essere necessariamente uno dei nove soci fondatori. I nove soci fondatori nello statuto non vengono indicati come cariche (esempio: presidenti degli ordini) ma nominalmente con nome e cognome. Tale indicazione sta a significare che essi rimarranno fondatori a prescindere dall’eventuale decadenza degli stessi o mancata rielezione a presidenti degli ordini, cariche che attualmente ricoprono ma come è noto sono soggette a rinnovo elettivo.

L’altro organo di vertice, ovvero il Consiglio d’Amministrazione, sarà anch’esso composto per 8 dei suoi 9 membri dagli stessi fondatori, infatti 4 di essi verranno nominati dal presidente (che è uno dei 9 fondatori), fra i 9 fondatori stessi. E siamo a 5 dei 9 membri del CdA. Degli altri 4 rimanenti, 3 verranno eletti dall’assemblea e scelti sempre fra i presidenti degli ordini che attualmente sono i fondatori.  Da questo si evince che l’attuale CdA sarà per forza costituito da 8 membri fondatori su 9 dei totali.

Le cariche dei fondatori sarebbero quindi cariche a vita, non vi sono limiti di rieleggibilità quindi potenzialmente la maggioranza del CdA sarà sempre gestita dai fondatori, fino a quando non verranno a mancare (così come dice lo statuto).

 

Altro elemento di criticità è l’uso degli emolumenti degli iscritti agli ordini. Infatti, all’articolo 3 si legge che il fondo di dotazione è “determinato da conferimenti annuali dei partecipanti di diritto in misura proporzionale agli iscritti (medici iscritti all’ordine), come determinato dalla prima riunione dell’assemblea generale” della fondazione. I partecipanti di diritto sono, appunto, gli ordini dei medici. Peccato che, secondo la legge (art. 4 n. 233 del ’46) la tassa di iscrizione all’albo e le eventuali altre tasse devono essere stabilite dal consiglio dell’ordine “entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’ordine”. Quindi, non possono essere utilizzate per altri fini.

Ancora peggio qualora si pensi che gli iscritti non potranno partecipare all’assemblea della fondazione che è l’organo deputato a deliberare la quota associativa che gli ordini verseranno alla fondazione. In parole povere, i medici finanzieranno con i loro soldi una fondazione senza che possano mettere bocca in tal senso, peraltro contro la norma sopra richiamata.

Da sottolineare che l’Ordine dei medici di Caltanissetta ha sospeso l’adesione a questo nuovo ente.

A tale Fondazione sarebbero demandate (e quindi esternalizzate) numerose delle competenze oggi poste in capo alle istituzioni ordinistiche, che verrebbero quindi svuotate di molte delle loro prerogative.

Inoltre, la fondazione in questione va considerata come fondazione di diritto pubblico vista la deliberazione numero 4 dell’adunanza del 6 febbraio 2013, fascicolo 652/2012 dell’ex Avcp (ora Anac). Questa deliberazione era proprio su un caso analogo di fondazione per la formazione istituita dall’ordine degli avvocati di Firenze. In detta deliberazione l’AVCP sottolineava la natura pubblica e quindi tutti gli oneri connessi a tale natura della fondazione, quindi per analogia si applica anche a questo fondazione.

Nell’interpellanza urgente al ministro della Salute viene chiesta se le attività della neo costituita fondazione degli OMCeO e delle professioni sanitarie della Sicilia (soggetto di diritto privato), possano ritenersi compatibili con le funzioni svolte dagli OMCeO delle province siciliane, attualmente enti ausiliari che perseguono fini propri di altri enti pubblici.

Si chiede anche sulla base di quali presupposti giuridici siano destinati i fondi degli OMCeO delle province siciliane, provenienti anche dalle quote delle iscrizioni degli associati, verso la neo costituita fondazione degli OMCeO e delle professioni sanitarie della Sicilia.
Inoltre chiediamo se e quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare che, alla luce della costituzione della Fondazione degli OMCeO e delle professioni sanitarie della Sicilia, possa determinarsi una accelerazione verso la trasformazione degli OMCeO da enti ausiliari a enti sussidiari, che, ad avviso degli interpellanti, potrebbe non assolvere più in questo modo le proprie funzioni pubbliche, affidando al libero mercato questioni delicate, con un alto contenuto deontologico, come quelle relative alla formazione del personale sanitario e medico.

Qui il testo dell’interpellanza urgente a mia firma: https://goo.gl/dKs8Gv

Qui il mio intervento e la risposta del governo: