CS PESCA

CS PESCA

In data odierna è stata presentata dalla deputata Grillo un’interrogazione a risposta scritta con la quale si chiede al Ministero dell’Ambiente, tutela del territorio e del mare: “se sia a conoscenza della grave ed ennesima truffa ai danni dei cittadini e soprattutto dell’ambiente siciliano, e se intenda  prendere adeguati e opportuni provvedimenti per aumentare i controlli ed evitare che soldi destinati ai cittadini,  e allo sviluppo del territorio, vadano perduti e gestiti dai truffatori”. Di cosa si parla questa volta? Ebbene, il settore della pesca sembra che faccia da “esca” per ingenti finanziamenti dall’UE che in realtà, vengono utilizzati per altri scopi totalmente estranei, tra cui (probabilmente usati per) pagare gli amici dei politici e per finanziare le campagne elettorali. Una questione sulla quale indaga la Procura di Catania e che vede coinvolte 36 persone, tra i quali politici di tutti i livelli che hanno avuto un ruolo nella distribuzione di fondi comunitari, per un ammontare di circa quasi 4 milioni di euro destinati a nove progetti riconosciuti dall’UE per il settore della pesca. Ancora un duro colpo per la Regione Siciliana, per l’Italia, e per la politica italiana, che ne esce sconfitta ancora volta agli occhi dell’Unione Europea. Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...
Trivellazioni

Trivellazioni

In questi giorni la deputata Giulia Grillo è in prima linea per combattere e affrontare la questione delle trivellazioni nel canale di Sicilia. È intervenuta depositando in primis un atto di sindacato ispettivo rivolto al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nella attesa di procedere per altre vie con una maggiore documentazione e ulteriori risposte che si attendono dalla Regione Sicilia e dal Ministro competente. Nell’interrogazione depositata si rileva la gravità che comportano le trivellazioni sulle condizioni di salute del mare e dell’ambiente, perché le attività di ricerca petrolifera in corso lungo i litorali italiani, ed in particolare siciliani, scandagliano sempre più coste e fondali, come dimostrato anche da una stima di Legambiente, di qualche mese fa. Purtroppo gli interessi in gioco sono molteplici, tra cui quelli delle compagnie petrolifere estere, che sperano di approfittare delle vantaggiose condizioni di ricerca offerte dall’Italia, il tutto a discapito della tutela delle risorse del mare che possano favorire l’economia locale. Perché vi sono così tante richieste sul territorio italiano? Il nostro è definito una sorte di paradiso fiscale per i petrolieri, grazie al decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, e successive modificazioni e integrazioni, secondo cui le royalties gravano per il 10 per cento sugli idrocarburi liquidi e gassosi estratti on-shore, e, per il 4 per cento su quelli estratti in mare, contro una media delle aliquote applicate negli altri Paesi del mondo che oscilla tra il 20 e l’80 per cento, vantaggi consentiti ancor più con l’ approvazione durante il governo tecnico Monti della SEN, Strategia Energetica Nazionale, con decreto legge del 27 dicembre 2012 del ministro Passera,...
Comunicato UILPA

Comunicato UILPA

COMUNICATO STAMPA UILPA In data odierna la deputata Giulia GRILLO ha presentato un atto di sindacato ispettivo al Ministero dell’Interno e al Ministero della Pubblica Amministrazione, per interrogarli circa l’annosa questione dei distacchi sindacali che rappresentano un costo più che oneroso per il Bel Paese, oltre un’influenza sempre più pressante nella legislazione italiana. Il distacco o permesso sindacale della pubblica amministrazione italiana, regolato dal d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (cd.Testo Unico sul Pubblico Impiego), permette ai dipendenti della Pubblica amministrazione di “distaccarsi” dal proprio posto di lavoro per dedicarsi all’attività sindacale, pur conservandolo e usufruendo di regolare e continua retribuzione, oltre che del trattamento previdenziale che avevano nel momento del distacco. Tutto ciò per un costo complessivo, a carico dello Stato che sfiora i cento milioni di euro, afferma la Deputata pentastellata. E come se non bastasse, coloro che ricoprono cariche dirigenziali all’interno dei sindacati, godono, probabilmente, anche di retribuzioni e benefit che vanno a sommarsi allo stipendio pagato dall’amministrazione pubblica dalla quale dipendono. Ciò che viene lamentato è inoltre, fatto ancor più grave, che pur essendo applicabile anche ai dipendenti pubblici, in distacco sindacale, la disciplina delle incompatibilità, gli stessi, di fatto, sono svincolati da ogni controllo amministrativo, che permette loro di svolgere contemporaneamente altri lavori come dipendenti presso altri enti. “La cosa assurda è che non si conosce il numero dei dipendenti attualmente distaccati in Italia pagati dal Ministero dell’interno. Da alcuni dati forniti, ma siamo in attesa di avere conferma, o magari una smentita, si parla di uno ogni 100 dipendenti in servizio, e posto che gli statali risultano essere circa 3,4 milioni, i dirigenti...