Interrogazione UILPA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

PRESENTATA IL 13 GIUGNO 2014

DAL DEPUTATO GIULIA GRILLO

GRILLO: Al Ministero dell’Interno e al Ministero della Pubblica Amministrazione, per sapere –

nel nostro Paese, i sindacati hanno e continuano ad assumere un ruolo sempre più

rilevante e forse spropositato;

tranne che nella nostra Nazione, non vi sono altri Paesi, nei quali il sindacato

interferisca così pesantemente nella politica economica del Governo, arrivando persino

all’elaborazione di testi di legge ed esigendo una preventiva consultazione in merito alle

più importanti decisioni governative;

in Gran Bretagna inizialmente il sindacato esercitava una forte influenza sulle scelte

governative, oggi invece si assiste ad un rilevante ridimensionamento delle trade unions,

arrivando alla liberalizzazione del mercato del lavoro;

per non parlare di una serie di privilegi normativi assolutamente incomprensibili ottenuti

dal sindacato negli ultimi decenni, quali l’istituto del distacco retribuito per tutti i funzionari

sindacali, il ruolo dominante ottenuto nella gestione dei fondi previdenziali, all’assurdità

giuridica della mancata applicazione degli articoli 39 e 40 della Costituzione;

il distacco o permesso sindacale sono una caratteristica della pubblica amministrazione

italiana, utilizzato in particolari tipologie di lavoro e più volte oggetto di analisi da parte di

giurisprudenza e dottrina, che ha trovato una disciplina legislativa nel nostro ordinamento

con il d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (cd.Testo Unico sul Pubblico Impiego);

nel settore del pubblico impiego, il dirigente sindacale durante il periodo di distacco, oltre a

conservare il proprio posto di lavoro, usufruisce di regolare e continua retribuzione;

già, nel corso del solo anno 1995, esclusivamente nel pubblico impiego, oltre cinquemila

statali non avevano prestato alcuna attività lavorativa, perché impegnati, a tempo

pieno, in quella sindacale; tutto ciò per un costo complessivo, a carico dello Stato, di

duecentotrentacinque miliardi di lire;

bene, oggi a distanza di quasi 20 anni, nulla sembra essere cambiato o migliorato, infatti,

attualmente, i dipendenti distaccati sono circa 2.500, per un costo annuo, a carico delle

casse statali, che sfiora i cento milioni, considerando che vi è stata già una riduzione di

circa il 15% dei dipendenti distaccati, disposta dal ministro della Pubblica amministrazione

Renato Brunetta qualche anno fa;

pensiamo, inoltre, a coloro che ricoprono cariche dirigenziali all’interno dei sindacati, in

particolare nella UilPa, i quali godono anche di retribuzioni e benefit, ulteriori soldi che si

sommano allo stipendio pagato dall’amministrazione pubblica dalla quale dipendono;

ancor più grave è che pur essendo applicabile anche ai dipendenti pubblici, in distacco

sindacale, la disciplina delle incompatibilità, gli stessi, di fatto, sono svincolati da ogni

tanto che le amministrazioni, pur pagando, non sono a conoscenza delle attività svolta

quotidianamente dai dipendenti in «distacco» né del luogo ove di fatto esercitano, ovvero

che contemporaneamente lavorano come dipendenti presso altri enti;

insufficiente appare, dunque, il solo taglio annunciato dal Governo, del 50% del monte ore

altresì, da alcuni articoli di giornale sembra che i distaccati retribuiti nel pubblico impiego

siano uno ogni 100 dipendenti in servizio, ripartiti tra tutte le associazioni sindacali, e posto

che gli statali risultano essere circa 3,4 milioni, i dirigenti sindacali dovrebbero essere un

agli stessi dipendenti che svolgono attività per conto dei sindacati, le amministrazioni

stesse assicurano oltre il trattamento retributivo complessivo, anche quello previdenziale

che avevano nel momento del distacco; un trattamento economico che viene rimborsato

dal Ministero dell’interno alle amministrazioni di spettanza; questi rappresentano

indubbiamente un costo per lo Stato -:

di quali elementi informativi dispongano i Ministri interrogati con riferimento a quanto in

quanti siano i dipendenti in distacco sindacale pagati dal Ministero dell’interno e se non

ritenga opportuno ridurne il numero, se la cifra indicata in premessa, fosse vera;

a quanto ammonti l’importo complessivo annuo pagato dal Ministero dell’interno per i

dipendenti in distacco sindacale e se gli stessi usufruiscano di ulteriori retribuzioni ed in

se ritengano opportuno, in un momento di crisi economica, che lo Stato si assorbi il costo

dei dipendenti in distacco sindacale, i quali di fatto svolgono attività al di fuori di ogni

controllo e se il distacco sia compatibile con altri incarichi sempre in enti pubblici come da

se non ritengano una mostruosità etica, prima che giuridica, consentire e preservare tale

situazione, che crea, di fatto, una categoria di cittadini super-privilegiati a fronte di milioni

di italiani ed intere famiglie che versano nella più cupa disperazione, e se intendano,

dunque, procedere alla verifica dei dipendenti che usufruiscono del distacco sindacale, al

fine di prendere adeguati provvedimenti.