Produrre farmaci o importarli? La mia mozione per una nuova prospettiva.

Produrre farmaci o importarli? La mia mozione per una nuova prospettiva.

Cari tutti,
ho approfittato dei giorni di distacco da Roma per ritemprarmi in compagnia dei miei cari e fare qualche lettura per mettere a punto alcune idee da concretizzare alla ripresa dei lavori alla Camera. E così oggi voglio condividere con voi una mozione, appena depositata, che chiede l’impegno del Governo ad implementare nuove politiche per il nostro sistema di produzione dei farmaci.

Questo provvedimento non dovrebbe sorprendere nessuno, l’assistenza farmaceutica, infatti, è sempre stata tra le mie priorità. Di sicuro non sorprenderà Beppe – il mio omonimo – che proprio qualche giorno fa si è occupato di farmaci (equivalenti) nel suo blog riportando non poche criticità rispetto al sistema di controllo delle norme di buona fabbricazione (https://www.beppegrillo.it/il-lato-oscuro-dei-farmaci-equivalenti-nel-mondo/).

Ma andiamo con ordine. Qui di seguito provo a spiegarvi i motivi che mi hanno spinto a fare questa proposta:

come detto sin dall’inizio del mio mandato il settore dei medicinali è stato tra le mie priorità. Al mio arrivo al Ministero della Salute ho nominato subito un gruppo di esperti per la definizione di una governance del farmaco. Il tavolo elaborò un documento che presentammo – insieme al Prof. Silvio Garattini – pochi mesi dopo. Molte le novità previste, tra queste ad esempio la revisione del prontuario farmaceutico, la riduzione della compartecipazione della spesa a carico dei cittadini (oltre un miliardo l’anno). Non vi tedio, ma per chi vuole approfondire qui trova il documento (http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3567).
Adesso capite bene perché qualche tempo fa scrissi un post per salutare – finalmente – la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto che regola la negoziazione del prezzo dei farmaci.

Personalmente condivido le parole di Noam Chomsky che nel suo ultimo libro “Crisi di civiltà, pandemia e capitalismo” spiega come quella che stiamo vivendo non è solo un’emergenza sanitaria bensì “la manifestazione del collasso di un sistema che ci governa da decenni: quello di un capitalismo incontrollato […] che ha tra i suoi capisaldi la massimizzazione del profitto”. L’anno scorso di questi tempi, 180 amministratori delegati di multinazionali USA firmarono un manifesto per un nuovo capitalismo (https://forbes.it/2019/08/21/svolta-negli-usa-oltre-180-ceo-firmano-una-dichiarazione-dintesa-per-un-nuovo-capitalismo/). Da allora stiamo ancora aspettando segni tangibili, almeno in ambito farmaceutico.
Anche in questo caso non mi dilungo, ma per chi vuole approfondire l’argomento suggerisco sia la lettura dei libri di un’economista davvero molto, molto brava: Mariana Mazzucato (qui un lavoro proprio sul sistema dei farmaci https://www.ucl.ac.uk/bartlett/public-purpose/publications/2018/oct/peoples-prescription), che l’ultimo rapporto di OXFAM “Power, profit and the pandemic” (https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2020/09/la-pandemia-dei-profitti-e-dei-poteri-eng.pdf) .
Inciso riguardo la Prof.ssa Mazzucato, dirige l’Institute for Innovation & Public Purpose e spero di aver presto modo di confrontarmi con lei riguardo le mie idee.

Negli USA, durante questo periodo di emergenza epidemiologica, si sono resi conto di quanto possa essere controproducente avere un’accentuata dipendenza nella produzione di farmaci provenienti da paesi terzi. E così la Kodak, famosa nel mondo per la presenza nel settore della fotografia su pellicola e digitale, ha deciso una riconversione industriale nel settore della farmaceutica ed in particolare nella produzione di componenti medicinali (principi attivi e semilavorati). L’operazione, finanziata da un prestito del Governo americano, ha un valore di circa 765 milioni di dollari.

Perché quindi non provare a riconvertire anche da noi sistemi produttivi che non rispondono più ai bisogni del nostro mercato?

Vi consiglio di rivedere la puntata “Principi cattivi” di Report dell’ottobre scorso per comprendere come, anche in Italia, ci sia spazio per un’operazione simile. (https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Principi-cattivi-8b927d3a-cc55-4aa1-877b-8c344ff36e61.html)

Vorrei dirvi molte altre cose in proposito e magari nei prossimi giorni ne parleremo ancora e meglio.
Intanto, per chi è già rientrato, buon inizio di anno scolastico!