Preoccupanti i dati Istat sul diabete in Sicilia. Urgente la piena applicazione del Piano Nazionale Cronicità

Preoccupanti i dati Istat sul diabete in Sicilia. Urgente la piena applicazione del Piano Nazionale Cronicità

“In Sicilia, e nel mezzogiorno in generale, ci si ammala molto di più di diabete che nel resto d’Italia. Dai dati del rapporto nazionale diffusi dall’Istat emerge chiaramente come il diabete sia fortemente associato allo svantaggio socioeconomico, dato confermato anche nel tasso di mortalità. Secondo l’Istat, nel 2014 si sono registrati in Sicilia 51,9 decessi per 100mila residenti uomini, valore 1,6 volte più alto della media italiana. A questo proposito presenterò un’interpellanza urgente alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere a che punto sia il Piano Nazionale Cronicità. Piano che nelle intenzioni dovrebbe rendere più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza, assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini”.

Così la deputata del Movimento 5 Stelle Giulia Grillo della Commissione Affari Sociali e Sanità.

“I gruppi sociali più colpiti dal diabete  – continua Giulia Grillo – sono quelli più fragili, con un basso titolo di studio, risorse economiche scarse o insufficienti e spesso con una rete sociale debole o assente. Come ha ribadito l’Istat, nel 2016 sono oltre 3 milioni 200 mila in Italia le persone affette da diabete, il 5,3% dell’intera popolazione (16,5% fra le persone di 65 anni e oltre), un incremento di un milione di persone rispetto al 2000. Questa patologia è più diffusa nelle regioni del Mezzogiorno dove il tasso è pari al 5,8% contro il 4,0% del Nord”.

“L’insorgenza del diabete – conclude la deputata – è favorita anche da abitudini e stili di vita poco salutari quali sedentarietà e cattiva alimentazione, che possono determinare obesità o scarsa attenzione ai controlli dello stato di salute, tutti elementi che si riscontrano più spesso proprio tra i gruppi più deprivati. Necessario ed urgente quindi la piena applicazione del Piano Nazionale Cronicità che, accanto allo sviluppo di politiche tese a diminuire il gap sociale ed economico fra i cittadini, possono arginare questo fenomeno in costante e preoccupante crescita”.