Politiche Sociali: Governo conferma tagli e fa scaricabarile sulle Regioni

Politiche Sociali: Governo conferma tagli e fa scaricabarile sulle Regioni

“Abbiamo dovuto trascinare il governo in Aula affinché ammettesse ufficialmente, a due settimane dall’Intesa Stato-Regioni, il taglio da 211 milioni al Fondo Politiche Sociali e da 50 milioni al Fondo per le non autosufficienze. Stiamo parlando di risorse garanzia dei diritti delle fasce più fragili e che si traducono in servizi come asili nido, assistenza domiciliare e centri antiviolenza. Ancora una volta assistiamo a un approccio abominevole nel quale i conti non tengono in alcuna considerazione il fattore umano e i bisogni dei cittadini, nonostante la Corte Costituzionale, a fine 2016, abbia ribadito che i diritti sono incomprimibili dalle esigenze di bilancio”.

Così i deputati M5s in commissione Affari Sociali commentano la risposta del ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa durante l’odierno question time.

“Tra l’altro su questi tagli stiamo assistendo a un teatrino ridicolo e vile: la scorsa settimana, rispondendo ad un’altra interrogazione, il ministero del Lavoro nella persona del sottosegretario Bobba si era detto assolutamente contrario ai tagli e anche esponenti della maggioranza avevano mostrato forte avversità. Il Mef però alla fine questi tagli invece li ha approvati per cui si è capito perfettamente chi sia a comandare a Palazzo Chigi.

Subito dopo aver ammesso l’entità dei tagli, dal governo è arrivato puntuale lo scaricabarile: il ministro Costa ci dice infatti che quella Intesa recepiva quanto già previsto dall’autointesa tra le Regioni. Insomma, il governo prende solo atto, non ha niente da dire rispetto a un taglio da 261 milioni che si aggiunge a quello di poco precedente da 422 milioni al Fondo Sanitario Nazionale. Per parte nostra non mancheremo di chiamare in causa i governatori e le interrogazioni nei consigli regionali nei quali siamo presenti per chiedere conto di questi tagli sono già state presentate o lo saranno a breve. Nel frattempo prendiamo atto del fatto che le politiche sociali continuano ad essere sottostimate e finanziate con il contagocce e che per per il governo italiano i cittadini sono solo numeri, tagli e un fattore da sottoporre all’equilibrio dei conti”.