Ospedale San Marco di Catania, la perenne inaugurazione e le “amnesie” di Governo e Regione

Ospedale San Marco di Catania, la perenne inaugurazione e le “amnesie” di Governo e Regione

Ormai non dovrei più stupirmi di nulla, ma i nostri amministratori riescono sempre a sorprendermi. A circa 30 anni, ripeto trent’anni, dalla presentazione del progetto che prevedeva la realizzazione dell’ospedale San Marco sembra essere arrivato il momento dell’inaugurazione. Forse è il caso di ricordare che inaugurazione non significa apertura. Per quella, infatti, servono attrezzature, strumentazioni e soprattutto personale e nessuna di tutte queste risorse sembrerebbe nell’effettiva disponibilità dell’assessorato alla sanità siciliana.

Dunque, al momento, quanto riportato dai giornali altro non sono se non buoni propositi enunciati dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin. Ovviamente si tratta solo di una combinazione se tra pochi mesi la nostra regione sarà impegnata nell’elezione della propria Assemblea. Certo fa strano non trovare cenno del presidio all’interno del documento di programmazione sanitaria regionale, ma d’altronde alle “amnesie” dei nostri amministratori ci siamo abituati dal momento che recentemente la Corte dei Conti, nel suo giudizio di parificazione del bilancio 2016, ha dovuto evidenziare il “mancato rispetto da parte della Regione della soglia minima relativa ai trasferimenti delle risorse per il finanziamento del Servizio Sanitario Regionale” (leggi qui pag. 41: https://goo.gl/XXYji7).

Insomma, si fanno proclami di aperture di ospedali ma poi ci si “dimentica” di versare le risorse previste per garantire un degno servizio sanitario a favore dei cittadini. Non a caso sempre i giudici amministrativi riportano nel loro rapporto criticità sia rispetto all’assistenza territoriale che all’attività di prevenzione.

Vedremo se quanto riportato dalla Corte dei Conti sarà ribadito anche il prossimo 20 luglio al tavolo di confronto ministeriale oppure l’euforia preelettorale prevarrà su tutto. Certo sarebbe davvero strano se lo stesso Governo che mette la fiducia per fare approvare norme quali il miglioramento delle performance e l’efficienza dei fattori produttivi delle aziende ospedaliere (Art. 1 comma 524 Legge 208/2015) poi chiude un occhio, anzi tutti e due, rispetto ad una regione che ancora non ha presentato alcun piano di rientro relativo alle aziende individuate inefficienti, sia rispetto alla spesa che ai relativi volumi, qualità ed esiti delle cure.