Migranti a Ventimiglia, cosa sta facendo il governo?

Migranti a Ventimiglia, cosa sta facendo il governo?

Da recenti numerose agenzie di stampa si è appreso dell’arrivo a Ventimiglia di 12 moduli abitativi che verranno gestiti dalla Croce rossa italiana nel centro di transito temporaneo per i migranti ubicato all’interno del Parco ferroviario del fiume Roja; il numero dei suddetti blocchi è in costante aumento e si attende l’arrivo di ulteriori moduli nei prossimi mesi.

Il Parco Roja, area dove sono pervenuti in questi giorni, i moduli abitativi, è di proprietà di Rete ferroviaria italiana e creato all’inizio degli anni ’90 come zona di parco merci per il traffico ferroviario e in corso di dismissione; su quest’area nel 2014 venne siglato un accordo di programma tra l’amministrazione di Ventimiglia, la regione, Rete ferroviaria italiana per la realizzazione di un’area produttiva industriale.

La regolamentazione di questo centro temporaneo dev’essere ancora approvata e non si ha al momento contezza di come dovrà essere gestito, quanti migranti dovrà accogliere e per quanto tempo, ma secondo quanto si apprende dai mezzi di stampa ciascun migrante potrà decidere o meno di farsi identificare all’ingresso, sostenuto anche dall’ausilio di mediatori linguistici che dovranno illustrare le possibilità offerte dallo Stato italiano a seguito delle quali i migranti potranno valutare di andar via o chiedere lo status di profugo.

Eppure solamente il 7 maggio 2016 il Ministro interpellato, in occasione di un sopralluogo a Ventimiglia, aveva annunciato la chiusura del centro di accoglienza e contestualmente garantito la predisposizione di un piano alternativo che avrebbe appianato la situazione che da un anno a questa parte attanaglia il comune della provincia di Imperia; in realtà, questo piano migranti si è rivelato del tutto fallimentare e con effetti deleteri per la comunità di Ventimiglia. Nel caso specifico e in esame si rileva, invece, la nascita lungo le sponde del Roja di una tendopoli di migranti, i quali vivono in condizioni disumane in mezzo al fango e alla sporcizia, contribuendo al degrado cittadino, a causa anche di una mancata intensificazione dei controlli e di una politica volta a limitare gli arrivi al confine.
A seguito del blocco delle frontiere da parte della Francia avvenuto l’11 giugno 2015, il prefetto di Imperia (di concerto con le altre autorità competenti, tra cui il comune di Ventimiglia) aveva individuato una soluzione temporanea nella collocazione dei migranti in aree della stazione, adibendo alcuni locali ferroviari a dormitorio e mensa; per questo piano venne stilato un contratto di comodato d’uso tra Rete ferroviaria italiana e prefetto e un contratto di sub-comodato col comune di Ventimiglia.
Nel mese di marzo 2016 il prefetto di Imperia ha pubblicato un bando avente ad oggetto la gestione del servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale sul territorio della provincia di Imperia presso strutture individuate dall’affidatario per un massimo di 500 posti a cui hanno partecipato 6 cooperative;

Ventimiglia è sempre stata zona di transito di migranti che tentano di raggiungere la Francia e il Nord Europa, ma adesso risulta quanto più urgente ed opportuno intervenire in maniera più efficiente e incisiva, alla luce soprattutto delle ripetute richieste da parte dei cittadini che a gran voce chiedono attraverso raccolte di firme, comunicati stampa e manifestazioni varie, l’adozione di soluzioni adeguate e dignitose per i migranti e i cittadini;
A causa dei nuovi flussi migratori, infatti, la situazione è nuovamente caduta nel caos; molti migranti cercano di sfuggire all’identificazione per paura dell’applicazione del Trattato di «Dublino III» e vivono in una condizione di mancata tutela istituzionale.

Sotto il profilo delle risorse finanziarie necessarie a fronteggiare i notevoli flussi migratori degli ultimi anni, occorre ricordare che l’Unione europea ha istituito degli appositi fondi destinati al sostegno delle politiche in materia di immigrazione degli Stati membri; nello specifico, si tratta del «Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami)» e del «Fondo sicurezza interna (Fsi)». In particolare, l’obbiettivo del Fondo asilo migrazione e integrazione è quello di «contribuire alla gestione efficace dei flussi migratori e all’attuazione, al rafforzamento e allo sviluppo della politica comune di asilo, protezione sussidiaria e protezione temporanea e della politica comune dell’immigrazione, nel pieno rispetto dei diritti e dei principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea» –:

  • Quali iniziative il Ministro interpellato intenda mettere in campo al fine di fronteggiare la drammatica situazione in cui versano i migranti e i cittadini di Ventimiglia da ormai un anno e come intenda garantire l’ordine pubblico, la sicurezza e le condizioni igienico-sanitarie a tutela dei cittadini;
  • se siano state previste iniziative per stanziamenti ulteriori o fondi straordinari (eventualmente anche di concerto con la regione Liguria) per gestire meglio l’incresciosa situazione venuta a determinarsi;
  • a quanto ammontino le risorse finanziarie europee (Fondo asilo migrazione e integrazione) assegnate all’Italia per il periodo compreso tra il 2014 e il 2020 e, in particolare, le risorse stanziate per l’anno 2016, chiarendone il relativo impiego.

Ecco il video dell’interpellanza urgente e la risposta del governo: