Gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone a rischio chiusura

Gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone a rischio chiusura

Gli scali aeroportuali calabresi di Reggio Calabria e Crotone sono a rischio chiusura, nel totale disinteresse delle istituzioni locali e nazionali. Da tempo denunciamo questa grave situazione in cui versa la regione, che non può permettersi di subire quello che sarebbe un duro colpo per l’economia locale, che avrebbe anche pesanti ricadute sulla mobilità e sull’afflusso turistico. Siamo totalmente insoddisfatti della risposta del ministro Delrio.

Le parole del Governo sono impregnate di buoni propositi e tanta cattiva coscienza. Basta guardare ai fatti, per comprendere una semplice realtà: la Calabria è da tempo immemore una terra abbandonata agli interessi rapaci dei politici locali, uomini che ben conoscete perché fanno parte del Pd, di Ncd e di Forza Italia, che l’hanno strizzata fino all’ultima goccia per arricchire se stessi e gli amici degli amici, spesso criminali ‘ndranghetisti. Il caso di cui parliamo è un esempio lampante. In una Regione in cui le strade sono spesso ridotte a mulattiere, in cui la principale autostrada è da anni un cantiere continuo, in cui i treni corrono solo lungo la dorsale tirrenica, mentre sulla jonica il trasporto più moderno è quasi sempre la littorina, un aeroporto dovrebbe essere attraente come l’acqua nel deserto. Invece grazie a società di gestione in cui i manager erano scelti soltanto in base all’appartenenza politica, ci troviamo oggi a parlare di come cercare di salvare il secondo e il terzo scalo della Calabria, gli stessi che, nel Piano aeroporti dello scorso anno, venivano inseriti tra i 38 di interesse nazionale.

Ora ci viene assicurato che a Reggio una soluzione si troverà che Alitalia non se ne andrà, mentre a Crotone è pronta un’altra società pubblica per gestire l’aeroporto. E quali sarebbero le novità rispetto al passato? Gli scali di Reggio Calabria e Crotone possono continuare ad operare solo se si individueranno strategie che li rendano competitivi, non perché il ministro domanda un favore. Il Governo deve prendersi le sue responsabilità, anche a costo di scontentare qualche capobastone locale. In caso contrario tra un anno o due ci troveremo ancora qua a parlare di persone che rischiano di perdere il lavoro, di due aeroporti che chiudono, delle occasioni perdute della Calabria che muore. E finalmente non ci saranno più dubbi su chi siano i suoi assassini.