Epatite C: su “prezzo medio” dell’accordo Aifa-Gilead fare chiarezza

Epatite C: su “prezzo medio” dell’accordo Aifa-Gilead fare chiarezza

L’Aifa ha adottato un accordo confidenziale con la ditta Gilead a “prezzo medio” superiore a quello dell’ultimo scaglione del precedente contratto? Una domanda che segue a quanto abbiamo potuto dedurre dalla risposta del ministero della Salute all’interrogazione a mia firma. L’unico modo per ricevere un chiarimento sarebbe dimostrare il contrario, carte alla mano. Peccato che, in nome di un unilaterale, presunto, interesse della collettività, gli accordi tra Aifa e case farmaceutiche siano secretati.

Con la risposta alla nostra interrogazione veniamo a sapere che è in atto un “accordo confidenziale”, fino alla sottoscrizione del nuovo contratto che, per i trattamenti oltre i 50 mila pazienti prevedrebbe un prezzo medio pari a circa 15 mila euro. Il primo contratto prevedeva invece il meccanismo prezzo/volume incrementale al raggiungimento di determinate soglie di trattamenti. L’ultimo scaglione aveva un prezzo trattamento di circa 4 mila euro.

A questi prezzi la Gilead non avrebbe alcun interesse a siglare un nuovo contratto e tutto questo andrebbe a discapito dei pazienti che spesso compiono “viaggi della speranza” in paesi come l’India, dove il prezzo delle cure è sensibilmente più basso. Stando così i fatti, chiediamo l’immediata revoca dell’accordo confidenziale attualmente in vigore anche in virtù della recente entrata in commercio di nuovi, efficaci, contro l’epatite C. Inoltre il nuovo contratto non può non tenere in considerazione i valori raggiunti in considerazioni delle clausole del precedente contratto.