DDl Sanità: la politica si è piegata al corporativismo degli ordini sanitari

DDl Sanità: la politica si è piegata al corporativismo degli ordini sanitari

Il voto contrario espresso dal MoVimento 5 Stelle rispetto al Ddl Sanità era inevitabile: non potevamo esprimerci diversamente rispetto a un provvedimento che ha visto le forze della maggioranza e il Ministero della Salute piegarsi ai diktat degli ordini professionali. Il risultato è un provvedimento fortemente corporativista, che evidenzia una matrice retrograda e arcaica della sanità. Il Ministro della Salute ha preferito occuparsi delle poltrone di coloro che ambiscono all’estensione di potere e poltrone piuttosto che trovare soluzioni rispetto alla riduzione di enti inutili che gravano sulle tasche dei professionisti della salute.
Sugli ordini prefessionali sanitari il testo pervenuto dal Senato, totalmente irricevibile, era stato migliorato in commissione Affari Sociali grazie anche al contributo del MoVimento. Una volta approdato in aula però, il testo è stato peggiorato grazie alle pressioni esercitate dalle lobby degli ordini su partiti e sul ministro Lorenzin.

La Camera ha mantenuto la dislocazione obsoleta e inefficiente degli ordini, su base provinciale, al fine di mantenere lo status quo e, soprattutto, perché in questo modo le poltrone passeranno da circa 6 mila a 22 mila. Poltrone che ovviamente richiedono uffici, personale amministrativo, gettoni e diarie. A pagare questa moltiplicazione delle spese ovviamente saranno gli iscritti agli albi.

Se a questo aggiungiamo che gli ordini sanitari possono continuare a fuggire alle norme sulla trasparenza, che l’introduzione sul limite dei due mandati negli ordini è fasulla, che i revisori dei conti continuano ad essere scelti all’interno degli ordini – e non tra professionisti in possesso del titolo – e che le disposizioni sulla dirigenza del Ministero della Salute si pongono in conflitto con la cosiddetta delega Madia e con la disciplina dirigenziale valida per tutte le pubbliche amministrazioni, risulta chiaro che il nostro voto del MoVimento 5 stelle non avrebbe potuto essere diverso.