Coop e patrimoni gonfiati: rivedere il ‘prestito sociale’

Coop e patrimoni gonfiati: rivedere il ‘prestito sociale’

C’è un evidente problema di trasparenza dei bilanci, di sovradimensionamento artificioso dei patrimoni e di sostenibilità del cosiddetto ‘prestito sociale’ erogato dai cittadini e raccolto da molte cooperative. Prestito che in regioni come Emilia o Friuli non è tornato completamente ai risparmiatori. Il governo non ha risposto al MoVimento 5 Stelle sui casi che abbiamo preso in esame, ma ha solo ragionato sulle innovazioni normative di cui c’è bisogno, a dimostrazione che il nostro lavoro ha evidenziato criticità irrisolte nel sistema.

I deputati Cinquestelle hanno messo nel mirino da tempo il problema e ora ne hanno chiesto conto in aula al ministero dell’Economia, con il portavoce Daniele Pesco, puntando il dito sulle frequenti anomalie riguardanti i conti e gli asset azionari delle coop.
Abbiamo ricordato i casi di Coop Muratori di Reggiolo, raccolti 49 milioni e restituiti 19, Orion, raccolti cinque milioni e tornati indietro due, la cooperativa di costruzioni Di Vittorio di Fidenza, la Coopsette e la Unieco di Reggio Emilia. Oppure le Coop di consumo come Coop Carnica e Trieste. 

Il ‘prestito sociale’ si è trasformato in una roba molto simile a un conto corrente, ma spesso la liquidità è stata bruciata, anche perché la raccolta ha un limite parametrato al patrimonio e di frequente i valori patrimoniali risultano gonfiati, per alcune voci anche di sei o sette volte. Mentre in altri casi è dovuto intervenire lo stesso mondo cooperativo per sopperire alle crisi di alcuni soggetti.

C’è poi l’intreccio tra coop e banche, con le partecipazioni azionarie di Coop Liguria in Carige o di Coop Centro Italia in Mps, chiaramente sopravvalutate. In questo secondo caso la fotografia in bilancio è del giugno scorso ed è ovviamente superata, visto che nel frattempo Montepaschi ha subito addirittura un burden sharing. O ancora i valori anomali delle quote delle cooperative in Finsoe e nel Gruppo Unipol. Il governo non ha smentito: è chiaro che si tratta di escamotage utilizzati anche per gonfiare la raccolta del prestito sociale.

E’ ovvio che parliamo di un settore storicamente inquinato dalla politica fino al midollo. Bisogna mettervi urgentemente ordine per dare tranquillità ai cittadini e per ristabilire una fisiologica concorrenza nel mercato.