Basta Bianco! Riprendiamoci la città

Basta Bianco! Riprendiamoci la città

Catania è allo sfascio, ostaggio di un’amministrazione incapace e inefficiente, guidata in modo personalistico da un sindaco che sfugge alle proprie responsabilità e che ha come obiettivo primario la promozione di se stesso. Un sindaco che non rispetta lo Statuto comunale e che relazionerà sull’attuazione del suo programma dopo quasi quattro anni di mandato, solo perché “costretto” da ventitré consiglieri. “Basta Bianco! Riprendiamoci la città” è stato il tema della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, che ha visto la partecipazione dei parlamentari catanesi del Movimento 5 Stelle della Camera, del Senato e dell’Ars. Durante l’incontro si è discusso delle gravi inadempienze e delle ombre che pesano sull’operato dell’amministrazione: dall’affaire Pua – Porto – Interporto alla voragine del bilancio, dalla gestione delle Partecipate al caos cartellonistica e raccolta dei rifiuti.  Si sono affrontati anche temi relativi al degrado del centro storico, alle anomalie dell’ufficio stampa comunale e allo spregiudicato ricorso alle consulenze esterne. I portavoce hanno, inoltre, illustrato un dettagliato resoconto della loro attività parlamentare e le proposte del M5S per la rinascita della città di Catania. Qui il video della conferenza stampa:  Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...
Questo governo è stato sfiduciato da 20 milioni di italiani

Questo governo è stato sfiduciato da 20 milioni di italiani

Ecco il mio intervento in Aula per la sfiducia del governo Renzi bis, chiamato governo Gentiloni: Siamo, ora, in quest’aula perché vogliamo dirvi quello che tanti cittadini vorrebbero dirvi ma non possono: portiamo la loro voce. Ancor più dopo aver tastato il paese nella sua cruda realtà, dopo aver visto un’onda popolare spazzare via la narrazione di un successo e l’arroganza del “potere”. Un “potere” schiaffato in faccia. Spudoratamente. Un potere che trasmette chiaramente l’idea che i cittadini non contano nulla. Che le decisioni viaggiano sopra la loro testa, che non li riguardano. Che devono anzi astenersi da occuparsi della cosa pubblica. E, presidente – complimenti – è già riuscito nell’impresa da guinness di replicare immediatamente quella stessa arroganza. Oggi si presenta in Parlamento per chiedere la fiducia. Scusi, ma la fiducia a chi? La fiducia al ministro Alfano? Per la scriteriata gestione del caso Shalabayeva, con cui ha restituito due persone – fra cui una bambina – al regime dittatoriale che li perseguitava? O per la brillante gestione degli ultras del Feyenoord che hanno messo Roma a ferro e fuoco? La fiducia al ministro Madia? Perché la corte costituzionale ha bocciato la sua riforma della pubblica amministrazione? E dove l’avete riconfermata? Naturalmente alla pubblica amministrazione! La fiducia al ministro Padoan? Per i risultati ottenuti nel crollo della ricchezza finanziaria degli italiani? Per il calo di decine di miliardi dei depositi bancari ? La fiducia al ministro Lorenzin? Per cosa? Per la campagna sul ‘Fertility day’ con cui invitava le donne italiane a fare figli sapendo bene che non hanno né lavoro, né stipendi adeguati, né tantomeno un’organizzazione sociale che...
La volontà dei cittadini va rispettata

La volontà dei cittadini va rispettata

Oggi abbiamo portato all’attenzione del Presidente Mattarella tre questioni fondamentali: 1) Renzi, tutto il suo governo e l’intero PD hanno fallito. Questa non è una nostra asserzione ma un’affermazione certificata da 19.419.730 cittadini che hanno votato NO al referendum di domenica scorsa. 2) Qualunque nuovo governo, ancora una volta calato dall’alto, non avrebbe la legittimazione popolare per governare. E in continuità con quello precedente imporrebbe al Paese le solite ricette economiche, a base di lacrime e sangue, a danno di tutti i cittadini. E’ intollerabile che gli italiani debbano subire ancora una volta – impotenti – decisioni economiche che non hanno scelto e che non sono state legittimate dal loro voto. 3) Oggi in Italia ci ritroviamo con due leggi elettorali diverse per Camera e Senato. Una paralisi istituzionale dolosa, generata dall’irresponsabilità di questa classe politica, guidata da Renzi e dal Pd. Una situazione, questa, che il Movimento cinque stelle denunciò già il 26 febbraio 2015, quando i nostri garanti – Grillo e Casaleggio – incontrarono proprio il Presidente Mattarella. Per questo abbiamo chiesto a Mattarella di garantire il percorso istituzionale più rapido per andare al voto, con la legge elettorale che sarà certificata dalla Corte costituzionale nelle prossime settimane. È impensabile che, di fronte alla sfiducia espressa dai cittadini italiani nei confronti di questa classe politica il 4 dicembre scorso, – e di fronte alla grave situazione economica in cui ci troviamo – questa stessa classe politica possa ancora sprecare tempo e denaro pubblico per ridiscutere una nuova legge elettorale. La quale, visti i precedenti, rischia una nuova pronuncia di incostituzionalità a Parlamento già eletto. Abbiamo ribadito al...
Il ministro della Salute Lorenzin fa propaganda per il “Sì” speculando sui malati

Il ministro della Salute Lorenzin fa propaganda per il “Sì” speculando sui malati

La nostra salute già garantisce o, almeno, dovrebbe garantire, il diritto alla cure dei cittadini. Infatti, all’articolo 32, leggiamo che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Ora sentite cosa afferma il ministro della salute Lorenzin. Il ministro della Salute Lorenzin, al netto dell’italiano approssimativo, ammette clamorosamente la propria incapacità e quella del Governo a tutelare la salute dei cittadini e la scarica sull’attuale Costituzione che già ne garantisce questo importante principio. La Lorenzin, quindi che già dovrebbe garantire un uguale accesso alle cure per i cittadini italiani in tutte le regioni, afferma, mentendo, che solo con il sì alla riforma ciò potrebbe accadere. Il ministro dice bugie perché, se passasse questa riforma, sostanzialmente tutto rimarrebbe uguale, e opera un’indegna speculazione politica sulla pelle dei malati, che va ad aggiungersi a quella della collega Boschi, che ha fatto la stessa propaganda politica con i malati di tumore, quando tutti sanno che, già in base alle leggi vigenti, l’esecutivo dovrebbe garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea). La verità è che, pur di mantenere la poltrona, sono disposti a tutto, anche a mentire sulla pelle delle persone che soffrono. Anche per questo il 4 dicembre occorre andare a votare No alla schiforma Boschi.   Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...
Terremoto: l’emergenza è adesso

Terremoto: l’emergenza è adesso

Un governo deve saper usare il presente: l’emergenza è ora e non domani. Abbiamo dovuto attendere due mesi e mezzo per vedere il governo venire a riferire in Parlamento su quello che è l’evento catastrofico più drammatico che abbia colpito l’Italia negli ultimi anni. E il governo non è venuto neanche di sua spontanea volontà ma solo perché lo abbiamo chiesto noi. E non è venuto per fare una comunicazione ma una informativa: ossia lo strumento meno adatto per un vero e reale confronto parlamentare su un tema che tocca noi tutti. Presidente, di fronte a questo dramma che stanno vivendo decine di migliaia di nostri concittadini, il MoVimento 5 Stelle fino ad ora è stato e continuerà ad essere non solo responsabile, ma anche disponibile a dare tutto il contributo necessario per aiutare quelle terre. Lo stesso atteggiamento di disponibilità però non c’è stato da parte sua e del suo governo. Avete agito unilateralmente, troppo spesso a rilento, cercando di nascondere le cose che non vanno e che non tornano. D’altronde lo abbiamo sentito ammettere candidamente, il ritardo, al ministro Boschi poc’anzi. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere come stanno le cose perché voi siete andati a dire in giro che per la ricostruzione post-terremoto avreste chiesto all’Europa uno sforamento del rapporto Deficit-Pil dello 0,2%, pari a circa 3,4 miliardi di euro. Se però andiamo a leggere i provvedimenti che avete adottato, tra delibere per lo stato d’emergenza, il primo decreto sul sisma e la legge di bilancio, troviamo solo un miliardo e 746 milioni. Esattamente la metà di quello che avete promesso. Presidente, mancano circa...
L’Italia vende armi all’Arabia Saudita?

L’Italia vende armi all’Arabia Saudita?

La domanda da porsi è solo una: Renzi chiude un occhio sulla vendita di armi agli sceicchi che sponsorizzano Isis? A quanto pare sì. Lo dimostrano due foto di due bombe italiane non esplose rinvenute in Yemen. Esplose da chi? Ovviamente dall’Arabia Saudita, che bombarda il paese da quasi due anni per mantenere la sua supremazia nel Golfo. Il punto è che la legge italiana, però, vieta al nostro Paese di vendere armamenti ad altri Paesi coinvolti in conflitti armati (legge 185/90). Non solo, anche il Parlamento Ue il 25 febbraio 2016 ha adottato una risoluzione che esorta gli Stati dell’Unione europea a sospendere immediatamente tutti i trasferimenti di armi o altre forme di sostegno militare all’Arabia Saudita. I Saud, peraltro, sono stati accusati da più parti, Onu inclusa, di aver commesso crimini di guerra sul territorio yemenita. I numeri descrivono una carneficina: oltre 10.000 morti, 30.000 feriti e tre milioni di sfollati interni. Lo Yemen non c’è più, raso al suolo dagli attacchi sauditi e dalle nostre bombe. Ma come fa il governo italiano ad autorizzare la vendita di armi a Riyad se la legge lo vieta? Renzi, Pinotti e Gentiloni l’hanno studiata (quasi) alla perfezione, quasi perché qualcosa gli è sfuggito. Sugli involucri delle bombe trovate in Yemen è stato infatti trovato un numero di matricola che rimanda al nostro Paese, più precisamente alla Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici, quindi al nostro ministero della Difesa; Lo stesso codice rimanda però anche a una terza società, tedesca, la Rwm, che ricostruendo la filiera sarebbe la società che per ultima ha inviato i nostri ordigni all’Arabia Saudita. Pensare che...