Salute: il nuovo illusionismo della Lorenzin, il taglio dei ticket

Salute: il nuovo illusionismo della Lorenzin, il taglio dei ticket

“Come giudicare le ultime parole del ministro della Salute, che parla di possibile eliminazione dei ticket? Sono dichiarazioni di chi è confuso, oppure sono annunci da pre campagna elettorale? Probabilmente siamo sempre e ancora nel mondo dell’illusionismo della politica, annunci finalizzati all’annuncio. Affermazioni che lasciano ancor più perplessi se confrontati con le odierne esternazioni del Commissario per la spending rewiew Gutgeld, il quale si vanta della misura del blocco del turnover del personale sanitario come strumento attuato anche da questo governo per contenere la spesa pubblica. Un blocco che va contro la normativa europea e a sentenze della Corte di giustizia europea sull’orario di lavoro dei medici. Così i deputati M5s in commissione Affari Sociali. “Non bastasse, mentre il titolare della Salute fa questa dichiarazione, a fine febbraio il suo esecutivo impugnava la legge di Bilancio della regione Lombardia, che andava proprio in questa direzione, attraverso la realizzazione del taglio del ticket. Lorenzin fa affermazioni senza né capo né coda parlando tra l’altro di una misura, i ticket, che non appartiene alle sue competenze dal momento che si tratta di una materia regionale. Al contrario, se il ministro avesse reso esecutivi anche solo un terzo degli impegni della nostra mozione sulla governance farmaceutica, con i risparmi conseguiti avremmo potuto eliminare almeno i ticket sulla farmaceutica. Di tutto questo, che rientra nelle sue competenze, il ministro però non parla. Ci sembra tutto chiarissimo: l’incoerenza regna sovrana e la sanità si conferma il bancomat di questo governi ma, allo stesso tempo, un settore nel quale si riesce a fare ancora propaganda senza un minimo di pudore”. Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...
Rischio clinico: il M5s spiega le ragioni del “no” alla proposta di legge

Rischio clinico: il M5s spiega le ragioni del “no” alla proposta di legge

La proposta di legge sul rischio clinico alla Camera è in dirittura d’arrivo e il MoVimento 5 Stelle conferma la sua contrarietà a questo testo. Le modifiche introdotte al Senato non hanno sciolto le numerose incongruenze che il M5s aveva già sottoposto a Montecitorio, nel corso della prima lettura del provvedimento. Tra le principali criticità, tutte contenute nella relazione di minoranza presentata dal M5s, segnaliamo l’assenza, a monte, di dati ufficiali e certi e la riduzione dell’autonomia del medico, il quale dovrà operare in ottemperanza a linee guida redatte da società scientifiche e non da un organo terzo, come invece è l’ISS, che con nuova legge avrà solo una funzione marginale nella redazione delle linee stesse. Con questo provvedimento abbiamo affrontato il problema della responsabilità medica e del relativo contenzioso legale senza avere a disposizione dati esaurienti che descrivessero esattamente il perimetro della questione. Una buona legge avrebbe dovuto avere alla base un’analisi seria delle tipologie di contenzioso e sarebbe dovuta intervenire per ricucire il rapporto medico-paziente, oggi fortemente compresso anche a causa delle pessime condizioni di lavoro nelle quali spesso sono costretti a operare gli operatori sanitari. Non appare condivisibile che il danno sia risarcito sulla base del codice delle assicurazioni private, perché, se dovesse passare questa legge, i risarcimenti nei confronti dei cittadini danneggiati da casi di malasanità o di responsabilità medica saranno notevolmente ribassati rispetto a quanto avviene oggi: anche della metà. Tutto questo andrà ad esclusivo vantaggio delle società di assicurazione. Infine, critica è la previsione che la documentazione clinica del paziente, fornita dalla direzione sanitaria di una struttura entro sette giorni dalla richiesta del paziente, possa...
Salute: governo rimanda ancora assunzione personale medico e governance farmaceutica

Salute: governo rimanda ancora assunzione personale medico e governance farmaceutica

“Ancora una volta, l’ennesima, attraverso emendamenti mirati avevamo chiesto di non rinviare ulteriormente l’assunzione del personale sanitario, il riordino della governance farmaceutica e l’applicazione del divieto su talune sperimentazioni animali. Ancora una volta, l’ennesima, governo e maggioranza hanno sbattuto la porta in faccia al buonsenso e ai diritti dei lavoratori“. Così i deputati M5s in commissione Affari Sociali. “Nello specifico, sull’assunzione personale sanitario, ci aspettavamo che fossero finalmente resi pubblici tutti i dati del fabbisogno sul personale trasmessi dalle Regioni al ministero della Salute, al fine di consentire alle stesse l’immediata assunzione di personale. Niente di tutto questo: il balletto sui numeri va avanti da un anno e anche stavolta la risposta è stata rimandata a data da destinarsi. Sul riordino della Governance farmaceutica il governo ha ammesso che il rinvio si è reso necessario per sanare il contenzioso con le case farmaceutiche generato dal decreto sugli enti locali: un provvedimento che a suo tempo avevamo avversato proprio intravedendo il rischio, divenuto realtà, di contenziosi. Tale riordino avrebbe dovuto contenere anche la governance dell’Aifa. Per questo motivo con un ordine del giorno chiederemo al governo di impegnarsi affinché sia il Direttore Generale, sia i componenti della Commissione consultiva tecnico-scientifica, sia del Comitato prezzi siano nominati attraverso procedure diverse rispetto a quelle attuali, nel segno della maggiore trasparenza – come già chiesto in occasione del Decreto sugli Enti Locali -. Infine, sulla sperimentazione animale a fini scientifici, avremmo voluto evitare la portata della nuova proroga prevista dal provvedimento e rendere effettivo il monitoraggio sull’esistenza di metodi alternativi. Ci è stato detto solo e sempre “no” e, a questo punto, abbiamo...
Salute: il ministero conferma ombre pesanti sul “Poma” di Mantova

Salute: il ministero conferma ombre pesanti sul “Poma” di Mantova

“Il ministero della Salute conferma su tutta la linea quanto abbiamo denunciato da tempo e le parole di Beatrice Lorenzin sono macigni che squarciano definitivamente il velo sul caso del Poma di Mantova. Alcune procedure oncologiche volute dal Direttore Maurizio Cantore dopo il suo arrivo al Poma, e adottate per due anni, secondo quanto affermato dal dicastero sono fuori dalle linee guida nazionali e internazionali. Dunque, la terapia loco regionale – cioè la somministrazione di farmaci chemioterapici all’interno della circolazione ematica di un organo – non è prevista in caso di tumori metastatici”. Così il deputato mantovano Alberto Zolezzi, che oggi ha presentato su questo caso il question time e i portavoce M5s in commissione Affari Sociali. “Ricordiamo che la prima segnalazione rispetto a queste procedure inappropriate fu presentata già due anni fa dalle dottoresse del Poma Adami e Pisanelli, le quali successivamente furono allontanate dalla struttura salvo poi essere reintegrate dal giudice del lavoro e a “furor di popolo”. Al netto del fatto che su questo caso sono in corso gli accertamenti da parte della Procura di Mantova, non possiamo tacere il fatto che alla luce di queste conferme da parte del ministero della Salute un sospetto pesantissimo aleggi sulla vicenda: tali farmaci oncologici sono stati utilizzati nelle procedure per il loro basso costo e per l’elevato rimborso della prestazione di somministrazione? Un sospetto reso più evidente anche da un altro dato: in contemporanea era stata ridotta la somministrazione di farmaci chemioterapici – come il Pemetrexed – dal costo più elevati ma inserti nelle linee guida internazionali. Insomma, la scelta di quei farmaci è stata dovuta ai vantaggi...
Testamento Biologico: arrivano emendamenti in odor di inciucio, non ci stiamo

Testamento Biologico: arrivano emendamenti in odor di inciucio, non ci stiamo

“Sul testamento biologico lo ribadiamo: facciamo sul serio e non siamo disponibili a votare una legge che venga annacquata e svuotata solo per tutelare gli equilibri tra le varie anime della maggioranza. La specifica si rende necessaria alla luce del fatto che in commissione Affari Sociali della Camera, dove il testo è in fase di discussione, stanno arrivando emendamenti in odor di retromarcia rispetto al testo originale, frutto di un lungo confronto da vari gruppi politici. Sia chiaro che a eventuali inciuci su questa materia non ci stiamo”. Così deputati M5S in commissione Affari Sociali. “Ci riferiamo in particolare ad alcuni emendamenti a prima firma Roccella, Gigli e altri che puntano su un aspetto: “la presente legge, nel rispetto dei diritti (…) Tutela la vita e la salute del cittadino e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se provo del consenso libero e informato della persona interessata”. L’aggiunta della frase “tutela la vita” appare più che sospetta. Perché questa precisazione, visto che i riferimenti normativi già includono la tutela alla vita? Speriamo di sbagliarci, ma questo ci sembra un segnale politico del Pd verso il centrodestra e per cercare di imbonirsi quella parte politica attraverso elementi che rendano la legge meno definita e, dunque, suscettibile di diverse interpretazioni. Tutto questo accade mentre stiamo ancora discutendo l’articolo 1: che cosa ci dobbiamo aspettare ancora? La risposta ce la deve fornire il Pd”. Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...