Risoluzione M5S sulla nota di aggiornamento del Def 2017

Risoluzione M5S sulla nota di aggiornamento del Def 2017

la Nota di aggiornamento al Def 2017  (Nadef) rivede in aumento le stime  di crescita  dell’economia italiana per l’anno in corso e per il triennio successivo rispetto alle previsioni formulate nel DEF di aprile, in considerazione dei segnali di rafforzamento dell’economia italiana emersi a partire dall’ultimo trimestre del 2016, in un contesto di crescita più dinamica a livello europeo e globale; rispetto alle previsioni del DEF di aprile scorso, si stima una crescita del Pil reale nella misura dell’1,5% sia nel  2017  che per il 2018 e 2019, quindi  0, 4 % in più nel 2017 e  0,5 % in più per  2018 e 2019.  Nel 2020 si prevede una crescita dell’1,3,   solo  0,2  punti percentuali rispetto alle previsioni di aprile; le indicazioni incoraggianti emerse nei ultimi mesi inducono a ritenere che nella seconda parte del 2017 l’espansione economica continui quantomeno in linea con il ritmo del primo semestre, trainata dal settore manifatturiero e da alcuni comparti dei servizi, quali i trasporti e il turismo. Secondo il Governo, la congiuntura potrebbe migliorare  ulteriormente, in quanto la ripresa  sta coinvolgendo tutti i settori dell’economia, ad eccezione dei comparti ancora soggetti a processi di ristrutturazione, quali i servizi di informazione e quelli bancari. Gli indicatori disponibili forniscono segnali molto positivi anche per gli investimenti; la Nadef, nella proiezione di finanza pubblica presentata nel Capitolo III, pone la crescita nominale degli investimenti pubblici nel 2018 al 5,1 per cento, dopo un lieve incremento quest’anno (0,4 per cento). Se questa proiezione si realizzerà – sostiene il Governo – gli investimenti e i contributi in conto capitale nel 2018 aumenteranno complessivamente di 2,1 miliardi...
Sicilia, M5S: “Base Usa di Sigonella, il governo tuteli i lavoratori italiani”

Sicilia, M5S: “Base Usa di Sigonella, il governo tuteli i lavoratori italiani”

“E’ inaccettabile che la Marina militare degli Stati Uniti non versi i contributi previdenziali al personale civile italiano che lavora nella base aerea di Sigonella in Sicilia. A quanto ci risulta la Us Navy risulta morosa per oltre 12 milioni di euro per contributi non versati al personale italiano dipendente. Chiediamo alla ministra della Difesa Roberta Pinotti di intervenire subito per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori italiani. È una questione di dignità, oltreché di principio”. Così i deputati del Movimento 5 Stelle Gianluca Rizzo e Giulia Grillo in un’interrogazione al ministro della Difesa Roberta Pinotti e al ministro dell’Economia Piercarlo Padoan. “Quello di Sigonella –  continuano i deputati – non è l’unico caso. Da una verifica incrociata con i dati Inps, il personale di Riscossione Sicilia ha constatato che anche la base di Napoli risulta morosa nei confronti del fisco per mancato versamento dei contributi ai lavoratori civili della Us Navy. Addirittura la base di comunicazioni concessa ad uso esclusivo alla marina militare Usa a Niscemi, e che ospita l’impianto MUOS, risulta completamente inesistente al fisco italiano”. “Non si possono assolutamente accettare situazioni di questo genere. Già in passato – concludono Gianluca Rizzo e Giulia Grillo – c’è stata la mancata collaborazione da parte della US Navy a rispettare una sentenza di condanna della Corte di Cassazione che ha sancito il reintegro di un lavoratore italiano, presso la base navale di Sigonella, ingiustamente licenziato. Da sottolineare che i lavoratori italiani delle basi militari Usa nel territorio nazionale, in virtù di accordi bilaterali Italia-Usa, sono assunti direttamente dalle Forze armate statunitensi. A differenza di altri Paesi europei come la Spagna, Grecia e Germania, dove i lavoratori locali sono assunti dal Governo di quel Paese e prestati all’amministrazione Usa”.   Qui il testo dell’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/12065&ramo=CAMERA&leg=17 Condividi:TweetE-mailPocketCondividi...
La grande truffa dei contratti derivati

La grande truffa dei contratti derivati

Bocciata la nostra proposta sulla trasparenza dei contratti derivati. Il governo non vuol far sapere ai cittadini come spendono i loro soldi. Qui il testo integrale della nostra mozione: https://goo.gl/La7h4o Ecco l’intervento in aula della nostra Carla Ruocco:  Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...
Incendi in Sicilia: mezzi di soccorso e uomini sono sufficienti?

Incendi in Sicilia: mezzi di soccorso e uomini sono sufficienti?

I devastanti incendi avvenuti nei giorni scorsi in Sicilia hanno messo in ginocchio le attività produttive di molti comuni della Sicilia e procurato danni ingentissimi. La mancanza di mezzi di soccorso aerei ha aggravato ancora di più la situazione e ha fatto emergere delle carenze organiche e una inadeguata preparazione della Regione Sicilia a fronteggiare queste emergenze. Abbiamo presentato un’interrogazione con Gianluca Rizzo per chiedere alla presidenza del Consiglio spiegazioni e chiarimenti su quello che intende fare per supportare la ripresa delle attività produttive danneggiate e supportare i Comuni rimasti orfani temporaneamente degli impianti di recupero dei rifiuti e che saranno costretti a conferire in altri siti siciliani. Da ricordare che l’incendio scoppiato la mattina del primo luglio scorso ha causato danni ingenti alla società Kalat Impianti srl che gestisce gli impianti di trattamento, valorizzazione e recupero della raccolta differenzia assoggettata al controllo da parte della Kalat, Ato di gestione dei rifiuti dei comuni del calatino (Caltagirone, Grammichele, Mineo, Palagonia e altri) e sempre negli stessi giorni altri incendi hanno devastato i territori di Patti, Nicosia e Chiaramonte. Qui il testo integrale dell’interrogazione: https://goo.gl/nzJK9t Condividi:TweetE-mailPocketCondividi su...
Quella “strana” Fondazione degli Ordini dei medici siciliani con incarichi a vita

Quella “strana” Fondazione degli Ordini dei medici siciliani con incarichi a vita

Dal sito dell’Associazione italiana medici è possibile prendere visione dello statuto della Fondazione degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri e delle professioni sanitarie della Sicilia, di cui la sede è a Palermo, Una Fondazione cui partecipano tutti gli ordini dei medici e degli odontoiatri delle province siciliane. Lo statuto di tale fondazione presenta gravi criticità in ordine alla elezione democratica degli organi di vertice. Di fatto il presidente deve essere necessariamente uno dei nove soci fondatori. I nove soci fondatori nello statuto non vengono indicati come cariche (esempio: presidenti degli ordini) ma nominalmente con nome e cognome. Tale indicazione sta a significare che essi rimarranno fondatori a prescindere dall’eventuale decadenza degli stessi o mancata rielezione a presidenti degli ordini, cariche che attualmente ricoprono ma come è noto sono soggette a rinnovo elettivo. L’altro organo di vertice, ovvero il Consiglio d’Amministrazione, sarà anch’esso composto per 8 dei suoi 9 membri dagli stessi fondatori, infatti 4 di essi verranno nominati dal presidente (che è uno dei 9 fondatori), fra i 9 fondatori stessi. E siamo a 5 dei 9 membri del CdA. Degli altri 4 rimanenti, 3 verranno eletti dall’assemblea e scelti sempre fra i presidenti degli ordini che attualmente sono i fondatori.  Da questo si evince che l’attuale CdA sarà per forza costituito da 8 membri fondatori su 9 dei totali. Le cariche dei fondatori sarebbero quindi cariche a vita, non vi sono limiti di rieleggibilità quindi potenzialmente la maggioranza del CdA sarà sempre gestita dai fondatori, fino a quando non verranno a mancare (così come dice lo statuto).   Altro elemento di criticità è l’uso degli emolumenti degli...
Scuola nel caos: docenti e famiglie vogliono una soluzione

Scuola nel caos: docenti e famiglie vogliono una soluzione

L’anno scolastico 2016/17 è destinato a battere un record: sarà il più caotico di sempre, grazie all’entrata a regime della legge 107 passata all’onore delle cronache come la “Buona Scuola”. Che triste ironia. Quest’anno, infatti, sono 207mila i docenti trasferiti, pari al 30% dell’organico di ruolo complessivo degli insegnanti statali; di questi, in 60mila hanno lasciato la cattedra vacante al centro-nord per rientrare al centro-sud. Ad oggi, secondo le stime del dossier della testata specializzata Tuttoscuola, sommando i 207mila docenti trasferiti ai circa 50mila docenti precari che annualmente prendono servizio in istituti scolastici diversi, risultano ben 257mila insegnanti che hanno cambiato cattedra (il 200% in più rispetto agli anni precedenti) e due milioni e mezzo gli studenti che hanno avuto uno o più insegnanti diversi rispetto all’anno precedente. A questo ci hanno portato l’assurda “deportazione in massa” degli insegnanti, i trasferimenti demenziali, i precari sballottati per tutto il Paese. Ma tutto ciò non finirà a giugno 2017. La problematica si ripresenterà il prossimo anno, visti i contenuti dell’accordo sulla mobilità firmato dal ministro Fedeli con i sindacati in cui si prevedono deroghe da ogni vincolo di permanenza per tutti i docenti di ruolo, compresi quelli chiamati con incarico triennale dai dirigenti scolastici. L’avvicendamento annuale di docenti nelle istituzioni scolastiche inficia la continuità didattica e il successo formativo degli studenti, come dimostra anche uno studio della Banca d’Italia: a parità di condizioni, alla maggiore stabilità del personale docente corrisponde un minore numero di fallimenti scolastici. Il M5S alla Camera ha chiesto al Ministro Fedeli come intenda arginare il caos che ha piagato l’anno scolastico in corso ed è destinato a continuare anche...