Atac: M5S, Raggi agisce per risanare, i partiti del “buco” vogliono privatizzare

Atac: M5S, Raggi agisce per risanare, i partiti del “buco” vogliono privatizzare

“Mentre i partiti che hanno affossato Atac con 1,4 miliardi di euro di debiti in decenni di malagestione continuano a giocare una squallida partita politica che punta ad una privatizzazione inaccettabile– spiegano in una nota i parlamentari del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato delle Commissioni Trasporti – la Giunta Raggi nomina alla guida dell’azienda pubblica dei trasporti Paolo Simioni, un manager dalla grande esperienza internazionale proprio in questo settore strategico

“Pd e destra la finiscano di giocare sulla pelle dei romani cercando di far pagare ancora a loro l’ennesima privatizzazione all’italiana. Chi ha causato il disastro non può essere nè proporre la cura” continuano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle delle Commissioni Trasporti.

“Quanto al ministro Delrio la smetta di prendere in giro i romani e gli italiani. Il Ministro infatti stringe i cordoni della borsa solo quando si tratta di Atac, che secondo la richiesta fatta dall’assessore Meleo necessiterebbe di 224 milioni per il rinnovo parco mezzi. All’azienda arriverà forse qualche briciola dato che alla Regione Lazio complessivamente sono stati assegnati appena 24 milioni per il rinnovo parco mezzi” spiegano i parlamentari pentastellati.

“Prendiamo atto del fatto che mentre per Atac i fondi non ci sono invece per ripianare il debito di EAV, l’azienda di trasporto campana del caro amico De Luca, nel decreto fiscale che accompagnava la legge di bilancio di quest’anno è spuntato fuori un contributo di ben 600 milioni di euro. Non è andata male neppure alle Ferrovie Sud Est della Puglia destinatarie di 70 milioni di euro guidate fino a pochi mesi fa da quel manager Andrea Viero che Delrio ben conosce in quanto lo aveva già nominato anche in Enia-Iren, oppure pensiamo alla Regione Molise che ha preso 90 milioni per ripianare il debito con Trenitalia. Quei quasi 700 milioni dovevano confluire nel fondo nazionale per i trasporti per essere ripartiti in maniera equa secondo il fabbisogno delle regioni” concludono i parlamentari pentastellati.