Acqua, Daga (M5S): “Il fondo di garanzia per le opere idriche è un fantasma”

Acqua, Daga (M5S): “Il fondo di garanzia per le opere idriche è un fantasma”
«Lo stato di salute delle nostre infrastrutture idriche non deve cadere nel dimenticatoio alla fine di ogni estate», ha dichiarato la deputata del MoVimento 5 Stelle Federica Daga a margine della partecipazione alla riunione dell’Osservatorio sugli usi idrici dell’Appennino Centrale.
«L’articolo 58 della legge 221 del 2015 più noto come Collegato ambientale, istituiva un Fondo di Garanzia per gli interventi finalizzati  al  potenziamento  delle  infrastrutture  idriche,   ivi comprese le reti di fognatura e depurazione, in tutto il  territorio nazionale, e a garantire un’adeguata tutela della  risorsa  idrica e dell’ambiente  secondo  le   prescrizioni   dell’Unione   europea, contenendo gli oneri gravanti sulle tariffe. Che fine ha fatto?», chiede la deputata, capogruppo in Commissione Ambiente alla Camera, che ha depositato una interrogazione parlamentare al minsitero dell’Ambiente.
«È una misura blanda e provvisoria, è vero, ma che avrebbe potuto sostenere in questi ultimi 2 anni gli investimenti nel settore, soprattutto nelle gestioni più piccole, poiché il fondo dovrebbe avere la funzione di prestare garanzie in favore delle aziende col fine di avere maggiore facilità di accesso al credito. Ma il problema è che in realtà questo fondo non esiste! Si tratta infatti dell’ennesimo annuncio sbandierato ma non realizzato dal Governo».
«Per rendere operativo il Fondo – spiega la Daga – istituito sul finire del 2015, è necessario un decreto governativo su input del Ministero delle infrastrutture, che doveva essere emanato entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, e del quale, invece, 2 anni dopo non si vede ancora traccia. Per questo ho depositato una interrogazione: per sapere come mai non sia stato ancora emanato il DPCM che consentirebbe di rendere operativo il Fondo di Garanzia per le opere idriche e che sembra essere fermo al Ministero delle Infrastrutture».
«Inoltre questa interrogazione è per noi anche l’occasione per chiedere chiarimenti ai Ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, i quali insieme agli Enti d’Ambito, in base al DM 99 del 1997 dovevano essere costantemente aggiornati dai gestori sulla situazione delle perdite nelle reti idriche. Beh, dopo quanto accaduto questa estate e dopo il tam tam di dati pubblicati da tutti i giornali, mi chiedo come sia possibile che, pur sapendolo, si sia arrivati all’attuale situazione con perdite medie del 40%».
«Quanto vissuto questa estate in molte zone d’Italia, non può e non deve accadere di nuovo. Serve l’impegno, l’attenzione, la collaborazione di tutti gli enti preposti, servono investimenti, serve che sull’acqua si smetta di fare profitti!», conclude la Daga.