Quanto costa dire la verità?

Quanto costa dire la verità?

Ho letto con interesse l’editoriale di Galli della Loggia oggi sul Corriere della Sera e devo dire che lo trovo in parte condivisibile quando afferma che le promesse di rinnovamento e di cambiamento portate avanti da una forza politica spesso vengono disattese perché altrettanto spesso “la verità” viene sottaciuta. Ed altrettanto credibile è l’ipotesi secondo la quale ciò accade perché dire la verità rende impopolari che è l’opposto della popolarità (che nella sua migliore espressione, cioè quella del consenso, viene considerata necessaria per governare – ma mi domando allora a che serve votare ogni 5 anni se ci dobbiamo confrontare con il consenso ogni 5 minuti?).Ma ritorniamo alla verità.I limiti non sono solo quelli citati da Galli della Loggia ma ve ne sono altri a mio avviso. Che sono figli di una domanda: quanto la nostra società è disposta ad ascoltare la verità. È allenata alla verità, a riconoscerla ad accettarla, ad apprezzarla? E dico società e non dico popolo perché quando in politica si dice una verità le reazioni non arrivano solo dal popolo ma da pezzi di società (media, social, corporazioni, etc…) che quella verità sono in grado di osteggiarla, distorcerla e persino ribaltarla. Così per un politico dire alcune verità specie se intaccano forme di potere consolidate, anche le più circoscritte, significa spesso e volentieri prepararsi a ricevere badilate di letame da ogni dove. Significa essere consapevoli che il proprio messaggio arriverà intatto solo a un numero ininfluente di individui e invece, per la maggioranza, verrà distorto con effetti spesso irreversibili sulla propria immagine e reputazione. Significa essere stigmatizzati e, in alcuni casi, ricordati solo per quelle...
“Riempi i frigoriferi di farmaci fino a farli scoppiare”

“Riempi i frigoriferi di farmaci fino a farli scoppiare”

“Riempi i frigoriferi di farmaci fino a farli scoppiare”. Questo il titolo di un articolo pubblicato sul Corriere delle Sera in data 12 dicembre che racconta di una truffa ai danni della collettività per 10 milioni di euro. In sostanza otto aziende farmaceutiche (Mylan spa, Pfizer spa, Roche spa, Novartis spa, Abbvie srl, Biogen srl, Medac Pharma srl e Viiv Healthcare srl) vendevano farmaci ad alcuni ospedali del gruppo San Donato che, facendosi rimborsare dalla Regione Lombardia il prezzo pieno, lucravano sullo sconto postumo praticato dalle imprese di medicinali. Per il giudice delle indagini preliminari “l’illiceità del meccanismo era francamente nota a tutti”. Non solo, per la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica è stata individuata anche una distorsione nelle ragioni di acquisto. Infatti, da un’intercettazione tra un dipendente e un consulente del gruppo San Donato si apprende che: “il numero di confezioni da acquistare viene ricollegato alla necessità di raggiungere gli obiettivi da cui dipendono le note di credito e non alle esigenze cliniche”. Ma cosa sono le note di credito? In sostanza i rimborsi, invece che essere versati agli ospedali attraverso i “tradizionali” bonifici, avvengono mediante l’emissione di pagherò. In questo modo le aziende non solo incidono sul livello di trasparenza dei prezzi, rendendoli di fatto non comprabili tra i diversi paesi, ma l’indagine di Milano ci dice che questa modalità di accordo può provocare distorsioni negli acquisti.  Di questi temi me n’ero già occupata nel 2015 in quanto feci una segnalazione all’Autorità Garante delle Concorrenza (AGCM) rispetto ad una determina dell’Agenzia italiana del farmaco (n. 1.427/2015) che modificava, passando da bonifico a note di...
La mia intervista a L’Aria che Tira su La7

La mia intervista a L’Aria che Tira su La7

Cercheranno di generare paura nei cittadini sulla possibilità di andare di nuovo al voto, prefigurando chissà quali scenari apocalittici. E’ la stessa tecnica che usarono quando ci fu il referendum costituzionale voluto da Renzi. Ci avevano detto che sarebbe accaduto il peggio se non fosse stato approvato ma, come avete ben visto, nulla è successo. Ribadisco con forza che siamo contrari a qualsiasi governo che non sia diretta espressione della volontà degli elettori, ma frutto di oscure trattative partitiche. Non dimentichiamo che, i famigerati governi tecnici, come quello di Monti, sono i responsabili dei provvedimenti di austerità che hanno generato la crisi economica. L’unica soluzione è andare al voto il prima possibile. Ecco la mia intervista di oggi a L’aria che tira...
Tagli Ue a Regioni inaccettabili, in Sicilia a rischio 340 milioni di euro di fondi

Tagli Ue a Regioni inaccettabili, in Sicilia a rischio 340 milioni di euro di fondi

“Serve una reazione decisa dell’Italia contro la proposta di budget europeo presentata dalla Commissione Europea. I tagli alla politica di coesione del 7% sono inaccettabili perché colpiranno principalmente le aree più povere d’Italia in primis la Sicilia ma anche tutte le Regioni. Secondo le nostre prime stime si tratta di oltre 3 miliardi di euro di minori risorse investite. Per la Sicilia stiamo parlando di 340 milioni di euro a rischio: tra il budget FSE che sarà di 820 milioni e quello FESR che sarà di 4,5 miliardi. Questo significa che nella prossima programmazione si rischiano di perdere 340 milioni di euro per l’Isola” lo denuncia Giulia Grillo capogruppo del Movimento 5 Stelle Camera insieme ai parlamentari siciliani pentastellati Francesco D’Uva e Nunzia Catalfo. “I colleghi eurodeputati hanno chiesto che il livello di disoccupazione giovanile sia inserito, oltre al PIL, come indicatore principale per quantificare l’assegnazione dei fondi europei”continuano i parlamentari M5S siciliani. “Durante la discussione al Parlamento europeo i parlamentari del M5S presenteranno emendamenti per rimediare agli errori della Commissione. Ci sono spazi per ridurre i troppi sprechi europei e per rimodulare le spese. Diciamo no ai tagli lineari e, per quanto riguarda la PAC, chiederemo di privilegiare nell’assegnazione dei fondi i piccoli agricoltori ed eliminare le inefficienze. Vogliamo capire meglio, infine, come verranno utilizzati i 25 miliardi stanziati a sostegno delle riforme strutturali. Se per riforme strutturali Juncker intende il Jobs Act e la riforma Fornero faremo le barricate. Il Movimento 5 Stelle mette al centro della sua azione politica l’Italia e i cittadini italiani e la difesa dello stato sociale”, concludono i parlamentari...

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